mercoledì 4 agosto 2010

I chierichetti nel commento di Zizola

Clicca qui per leggere l'articolo segnalatoci da Alessia.
Mi pare che il Santo Padre sia stato molto chiaro nel definire il ruolo del sacerdote. L'espressione "sacerdozio comune dei fedeli" puo' dare luogo ad equivoci a catena non controllabili.

4 commenti:

fr. A.R. ha detto...

L'espressione "Sacerdozio comune dei fedeli" è chiarissima anche nei documenti del Concilio (Lumen Gentium) e significa l'unione sacrificale della vita di ogni fedele battezzato con il sacrificio vitale di Cristo. Non ha a che fare con il rito, ma con la vita. Come Cristo ha dato se stesso nell'amore, così ogni cristiano, che segue Cristo come modello, immola la sua vita per amore di Dio e dei fratelli.
Più chiaro di così. E' invece Zizola e tutta la compagnia dello "Spirito" del Vat II che continuano a inquinare le cose chiare con le chiacchiere luterane di cui si sono beati per quarant'anni.
Ma è ora di finirla. Usare anche la festa dei chierichetti e le chierichette (che nessun prete è tenuto ad ammettere) come cavallo di troia per straparlare l'ordinazione delle donne è davvero troppo.

Anonimo ha detto...

Il sempre schierato SZ intervista le chierichette per perorare la causa di eventuali papesse. Eufemia
http://www.sueddeutsche.de/bayern/junge-leute-und-glaube-am-sonntag-in-die-kirche-bist-du-voellig-gestoert-1.982994

Ildefonso ha detto...

Ma il fatto che ci siano chierichetti e 'chierichette' di certo non può che essere cattivo esempio, e il famoso spirito del Vat II non è solo di Zizola, ma anche tutti i saceroti (e vescovi) che continuano ad ammettere queste storture e a promuoverle. E' del tutto evidente che c'è qualcosa che non va in questo 'nuovo modo' di essere presente nella chiesa, di derivazione protestante. E le conseguenze in campo liturgico sono quelle che sono.

Michele ha detto...

"Il sogno luterano del "sacerdozio comune dei fedeli" - ripreso anche
dal Vaticano II - deve limitarsi per ora a camminare con i piedi dei chierichetti."

Questo periodo dimostra come Zizola sia nient'altro che un clericale. Secondo lui il sacerdozio comune dei fedeli si esplica nel diventare "mezzi preti", invece che nel vivere quotidianamente da cristiani in ogni ambito.