lunedì 4 ottobre 2010

Nelle dichiarazioni, poi ritrattate, di Anna Santoro (Addiopizzo junior) il marchio dello stereotipo e del pregiudizio contro Benedetto XVI

Clicca qui per leggere le dichiarazioni di ieri segnalateci da Sonny.
Oggi la ritrattazione delle ingiuste accuse al Papa.
Non ce l'ho con questa signora, ma mi permetto di citare le sue affermazioni come prova inconfutabile del persistente pregiudizio (alimentato dai media) nei confronti di Benedetto XVI.
Sembra che si sia lamentatata (salvo poi tornare sui suoi passi) anche Rita Borsellino, ma l'unica fonte in questo senso e' l'Independent e quindi non mi pronuncio...
Tornando al Papa e' chiaro che lo si attacca non per cio' che dice ma per quello che non dice (toppando clamorosamente fra l'altro) e si insiste sui triti e ritriti confronti con il predecessore di Papa Benedetto.
Tutto cio' che fa o dice il Santo Padre non e' mai sufficiente!
Dire che siamo stufi e' un eufemismo.
Capisco che sia molto piu' facile per giornalisti, opinionisti e anche per qualche insegnante concentrarsi sui confronti, ma occorre onesta'. Si facciano anche i confronti sulle parole pronunciate da Papa Benedetto contro i preti pedofili o il carrierismo nella Chiesa
.
Non mi interessano i toni enfatici, non mi interessano i grandi gesti.
Preferisco una Chiesa che non urla ma che, nei fatti, fa pulizia al suo interno, Ior compreso
.
R.

6 commenti:

ciao r ha detto...

Il problema è che si interpreta sempre il papa sulla base dello schema "liberal-democratico" per cui l'affermazione del leader è, al tempo stesso, un giudizio "politico" ed una proposta di soluzione. Solo che per il papa (e per questo papa in specie) non è così. Lui fa, innanzitutto, catechesi pastorale e la fa alla grande, cioè da dentro un profondo amore per Gesù Cristo.
La cosa in parte non è capita, in parte è difficile da capire.
ciao
r

Anonimo ha detto...

A Papa Benedetto non interessa spettacolizzare il proprio ruolo per rendersi immediatamente fruibile. A lui interessa insegnarci a pensare, a credere (fede e ragione) e lo fa in modo inimitabile, seguendo un sistema, che definirei maieutica, che evidentemente non è ciò che si attendono i media e certi frettolosi critici costretti a ingloriose retromarce più che rettifiche.
Benedetto il suo insegnamento, la sua testimonianza sono destinati a restare con buona pace di chi oggi lo critica ricorrendo a stupidi quanto inutili paragoni.
Quello che mi delude è che anche le persone più intelligenti e simpatizzanti cadono nella trappola del confronto, quasi pensassero di fare un torto al venerabiile GP2.
Alessia

sonny ha detto...

Sono perfettamente in linea con Alessia. E' veramente incredibile lo stereotipo cucito addosso a Benedetto. Ieri avevo gente a pranzo. Il televisore era acceso, ma a volume bassissimo. Ad un certo punto passa un filmato riguardante il viaggio a Palermo, con il Papa benedicente, e parte un commento da una signora ospite a pranzo:
" Questo Papa non mi piace, per come muove le mani". La guardo basita e chiedo spiegazioni. Non voglio annoiarvi sulle varie teorie riguardanti il porgere le braccia e le mani in un certo modo....bla bla bla. Imperterrita chiedo: " Ma hai mai sentito un discorso completo o letto un libro di QUESTO PAPA?
Risposta. " Non ne ho bisogno, sono cose che si sentono a pelle e poi basta leggere i resoconti sui giornali"
Ho fatto roteare per un paio di minuti la forchetta, poi ho desistito e mi sono sfogata con doppia razione di cannelloni con spinaci! Ho provato una pena infinita.

Anonimo ha detto...

Sfidala a leggerlo e ascoltarlo, Sonny. Falle velatamente capire che se non lo fa si dimostra non proprio all'altezza. Magari non servirà a cambiare la sua opinione, ma, almeno, baserà il suo giudizio su fatti concreti e avrà arricchito la sua cultura.
Ps: il nostro Papa nuove le mani come un direttore d'orchestra.
Alessia

gemma ha detto...

alessia, mi dispiace smentirti ma quel che suggerisci a sonny, molto razionale, con certi personaggi non funziona. Ma cosa vuoi che legga una che giudica e disprezza gli altri dalle mani?
la cosa che più mi fa rabbia è che questi dispensatori di pregiudizi abbiano la faccia tosta di dichiararsi cristiani, come se il pregiudizio o il disprezzo dell'altro a prescindere non fossero spesso il primo germe di ciò che alimenta il branco
Complimenti per la tua calma ed educazione Sonny. Devo dire che al movimento delle mani non ci ero ancora arrivata, solitamente mi tocca battermi sui contenuti storpiati dai media ma in questo caso della signora mi avrebbe infastidito la stessa voce. Sicuramente avrei provato da ridire sul suo modo di articolare le corde vocali, a pelle d'orecchio, e ...Impossibile la mia permanenza al suo tavolo

sicula ha detto...

purtroppo c'è stata a mio avviso un'appropriazione politica del concetto di antimafia, che ha finito per snaturarne la forza. E' come se alcuni ne fossero i soli depositari, di lotta e sofferenza. E' triste vedere come alle commemorazioni per Falcone e Borsellino partecipino sempre meno persone, ma è inevitabile dal momento in cui sono state trasformate in comizi politici, magari sponsorizati proprio da coloro che mentre erano in vita li attaccavano. Ci sono lotte, come quelle come contro la mafia, che bene farebbero a non avere colore, a non essere caricate con troppo livore ideologico e talvolta anche anticlericale (e queste dichiarazioni affrettate e prevenute ne sono un esempio), se si vogliono coinvolgere tutti i cittadini