lunedì 21 dicembre 2009

Beatificazione di Pio XII, Tom Segev offende pesantemente Benedetto XVI usando argomenti triti e ritriti

Clicca qui per leggere l'intervista.
Mi impressiona particolarmente l'ultima risposta:


Al Museo dell'Olocausto, Ratzinger non entrò nella «sala della vergogna» e non volle vedere la targa dedicata al «silenzio» di Pacelli.

«Tutti i suoi discorsi di quei giorni non piacquero. C'era una questione rovente, lui usò frasi troppo fredde. Questo Papa Ratzinger è davvero una personalità problematica. Ha fatto un sacco d'errori.
Dichiara cose di cui, dopo, è costretto a scusarsi. Dice e fa sempre la frase che più dispiace all'interlocutore. Ha un eterno problema di comunicazione. E per il mondo ebraico, è difficile instaurare un rapporto con quest'amministrazione vaticana».

Queste dichiarazioni sprezzanti non fanno onore all'intervistato e sicuramente non aiutano il dialogo (se mai e' ancora possibile).
Personalmente considero certe affermazioni delle vere e proprie offese e mi chiedo: che cosa accadrebbe se un cattolico osasse esprimersi in tale modo nei confronti di qualunque ebreo? Domanda retorica!
Noto con dispiacere che si insiste molto sui presunti problemi di comunicazione del Santo Padre. Mi dispiace, ma questo tipo di ragionamento, stantio e noioso, non regge piu'!
Benedetto XVI ha un comportamento limpido e trasparente. Mai si e' scusato per quanto ha fatto o detto. Semmai ha precisato alcuni punti visto che l'interlocutore, di volta in volta, fingeva di non capire montando la polemica mediatica.
Come quando disse piu' e piu' volte che erano stati sterminati sei milioni di ebrei, quasi che negasse questa affermazione ogni volta che non la ripeteva.
E' vero che spesso il Papa dice cio' che dispiace all'interlocutore, ma la ragione e' semplice: egli non e' politicamente e mediaticamente corretto.
Si vuole un Pontefice che dice la cosa giusta al momento giusto?
Beh, allora suggeriamo ai cardinali di eleggere Papi direttamente a Cinecittà o nei Palazzi della politica.
Non e' il caso di Joseph Ratzinger, ci si rassegni!
Ovviamente nessuno di noi ha dimenticato la scortesia con cui Papa Benedetto e' stato accolto in Israele ed il disprezzo con cui sono stati commentati i suoi discorsi.
Anche noi cattolici, ormai, ci siamo rassegnati e, anzi, se mai ci sara' la visita del Papa in sinagoga (Repubblica afferma che e' "a rischio"), siamo gia' in grado di indovinare i titoli del giorno successivo.
Un suggerimento agli amici ebrei: riflettano sul fatto che i media li cercano SOLO per criticare Benedetto XVI.
Non credo sia una bella soddisfazione
.
R.

7 commenti:

Anonimo ha detto...

Raffa, ma la gran parte di loro, con poche stimabilissime eccezioni, sono ben felici di criticare Papa Benedetto che detestano. Dubito anche apprezzino Papa GPII che usano in funzione anti Benedetto. In realta il motivo profondo è che detestano e disprezzano i cristiani. Figurarsi un Papa della levatura e della tempra di Benedetto XVI.
Alessia

Anonimo ha detto...

La questione del silenzio e quindi - secondo la logica ebraica- delle responsabilità di Pio XII nella tragedia della Shoah è una sciocchezza bella e buona, una falsità della quale molti Ebrei intellettualmente onesti (ad esempio il Rabbino Elio Toaff) sono consapevoli. Ciò che ai "non consapevoli" preme è soprattutto trovare un argomento per attaccare la Chiesa Cattolica, che ha realmente completato il "percorso di salvezza" preparato nei secoli e indicato nelle Scritture Antiche(con Cristo Redentore) che gli Ebrei, salvo alcune eccezioni, non hanno voluto riconoscere ed accogliere. "Gerusalemme non ha riconosciuto il tempo in cui è stata visitata"; ma neppure dopo 2000 anni si è consapevolizzata di aver fornito alla storia umana il Redentore, il Salvatore del Mondo.
Preferisce aspettare un Messia "astrale", estraneo alle umane vicende, un Messia che non proviene da Dio, ma che è il frutto delle ambizioni umanae di potenza e di grandezza.

Francesco Colafemmina ha detto...

Raffaella,

nota che il giornalista firmatario dell'intervista è lo stesso pataccaro della pseudo sindone... della settimana scorsa: Francesco Battistini. Inviato del Corriere in Israele si muove con gran disinvoltura negli ambienti del politically correct...

gemma ha detto...

leggo: " Dice e fa sempre la frase che più dispiace all'interlocutore. Ha un eterno problema di comunicazione"
Nemmeno questo signore mi pare un gran campione di comunicazione.....
Il Papa comunica benissimo, solo che non è falso, e proprio non ci riesce a dire quel che non pensa. Ce ne fossero di interlocutori così, che ti dicono chiaramente quel che pensano e altrettanto chiaramente ti fanno capire le loro intenzioni. Se fosse stato quel "furbacchione" che non è, si sarebbe inginocchiato allo Yad Vashem chiedendo perdono in lacrime per colpe non sue personali, si sarebbe recato davanti alla targa "dedicata" a Pio XII infierendo contro la memoria di un uomo su cui si tenta di far cadere gran parte delle colpe per il destino degli ebrei, come se il Papa allora tutto potesse. Il "furbacchione", avrebbe poi sicuramente rimandato la patata bollente della beatificazione di Pio XII a qualche successore, o almeno a dopo la visita in sinagoga. Ma non sarebbe stato onesto, se ritiene in coscienza che questo vada fatto.
E' facile e molto mediaticamente corretto chiedere perdono per le colpe degli altri (per le proprie ci penserà qualcun altro dopo), rivangare gli errori del passato e tacere quelli del presente. Chi è immune da errori e silenzi nel presente scagli la prima pietra, questo mi verrebbe da dire agli ebrei di oggi, e l'aver subito un torto, anche enorme, non può dare l'immunità eterna per il presente e il futuro. In quanto ai silenzi, ogni storia per essere scritta andrebbe anche vissuta in tutte le sue sfaccettature. Quando il Papa parlò a Ratisbona, condannando in fondo l'uso violento della religione da parte di alcuni, da ogni parte si disse che meglio sarebbe stato tacere, per il bene di tutti, che certe cose proprio un Papa (e non solo) non può dirle, per non compromettere il dialogo provocando gli estremi ed esponendo l'occidente a ritorsioni e gli stessi cristiani a persecuzione. Qualcuno arrivò persino ad addossargli la responsabilità morale dell'uccisione della povera suor Leonella, da parte di integralisti islamici in Africa. Qualche sacerdote missionario in Medioriente, confidandosi con qualche amico giornalista, arrivò a dire che per loro sarebbe aumentato il rischio di persecuzioni. Si disse che un grande comunicatore questo errore non lo avrebbe mai fatto. Ma cos'è la la capacità di comunicazione, se non l'edulcorare il proprio pensiero per compiacere quanta più gente possibile e ricevere applausi o limitare i danni? Proviamo ad immaginare la situazione di Pio XII, alle prese con la comunicazione ai tempi del terrore nazi-fascista, fatto non certo da fior di interlocutori. Le anime belle di oggi, quelle che spesso si autocensurano per non irretire i violenti, per come si atteggiano nel presente, vissute a quei tempi probabilmente avrebbero insistito sulla necessità di dialogare, con diplomazia, far di tutto per aiutare il maggior numero possibile di persone limitando danni e controffensive, più con la carota che col bastone, perchè i violenti non vanno mai provocati. Ma ciò che vale oggi evidentemente non si riesce proprio a trasferirlo anche solo ipoteticamente nel passato, forse perchè la leggenda nera è qualcosa che fa molto comodo cavalcare.
Penso che umanamente Pio XII abbia fatto quel che ha potuto, considerando che gli uomini del terrore di ieri sarebbero stati altrettanto sordi ai richiami di quelli di oggi.
Riguardo alla santità, non credo proprio che possa essere giudicata con criteri mondani. Su queste basi nè Pietro nè Paolo avrebbero potuto esserlo, l'uno traditore del proprio Maestro, l'altro, prima della conversione, persecutore di cristiani.

anonimo ha detto...

Pietro e Paolo oggi? Nemmeno vescovi li avrebbero fatti fare...e a rivalutarli non sarebbe certo servito il martirio

massimo ha detto...

caro battistini e carissimo segev,io credevo fin d'ora di volere solo bene al Papa Benedetto,ma di questo passo,con le sciocchezze che vi scambiate,con questi argomenti risibili finirete per farmi innamorare di ratzinger......

massimo ha detto...

gemma grandiosa.