domenica 11 aprile 2010

Solidarietà di Melloni ai "preti senza macchia". Nessuna solidarietà al Papa

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14 commenti:

sonny ha detto...

No comment.

Anonimo ha detto...

Cara Raffaella,
a parte il finale sul "clero uxorato" che e' totalmente fuori posto e risponde solo a una pregiudiziale ideologica - visto che la stragrande maggioranza di violenze sui minori avviene in famiglia - per il resto il problema che solleva e' reale e - purtroppo - gia' presente da tempo in altre nazioni.
E' gia' da anni - ribadisco, anni - che i preti in Irlanda sono ben piu' che "guardati male" dalla gente. Tutti i preti, non solo "quelli che hanno sbagliato".
Questo e' l'obiettivo a cui si punta, solo che stavolta e' a livello globale.

mariateresa ha detto...

sì, c'è anche del vero nell'articolo.Ma c'è anche la solita puzzetta sottonasale che me lo rende indigeribile.
E figurarsi se simil ed inclito commentatore può perdere tempo a esprimere solidarietà a un Papa e cadere quindi nelle desuete categorie dei papisti a oltranza da contrapporre ai trinaricciuti anticlericali.
Noblesse oblige, cari miei.

Anonimo ha detto...

dimostrazione lampante che a Melloni & C. del papa non importa propio nulla; e tanta indifferenza può non far pensare che a certuni fa piacere vedere Benedetto XVI sulla graticola.

Dimostrazione lampante che nella Chiesa c'è uno scontro tra un progressismo di stampo sessantottino (e quindi datato e ormai scaduto)ed un tradizionalismo rampante (che non ha scadenza) che non vede l'ora di ricostruire ciò che è stato distrutto in questi ultimi 50 anni.

Alla Chiesa non servono più energie stanche, sfibrate perché scadute, non più moderne perché datate, vecchiotte che si atteggiano a giovani come quelle progressiste.
Alla Chiesa servono energie fresche e scoppiettanti, entusiaste e giovani come quelle tradizionaliste.

Il Papa lo ha capito e col motu propio prima e la revoca delle scomuniche poi ha permesso l'entrata in circolo, nelle vene della Chiesa, di questo nuovo sangue.
Molti non glielo perdonano.
Coraggio Santità!
W il papa

Prete 25enne della Diocesi di Roma.

gemma ha detto...

quando inizierà la caccia del branco adeguatamente indottrinato al prete, sarà già tardi. E i pedofili continueranno ad esistere, magari rialzeranno la testa con la giornata dell'orgoglio pedofilo

caro prete 25enne, condivido quel che dici, coraggio, anche a quelli come te!

Anonimo ha detto...

Grande l prete venticinquenne! Il problema è tutto lì. I ritardati, visto che non potevano fermare BXVI dall'interno, si sono rivolti all'esterno. Qualcosa di grosso bolle in pentola, fra un mese Benedetto sarà a Fatima........
Mazzarino da ALMA PREX

Anonimo ha detto...

Sapete come se la godono melloni e gli altri "cattolici adulti" alla Prodi....

gemma ha detto...

si vuol far credere che da dopo il Concilio la Tradizione sia cosa vecchia, da buttare, e che il Magistero della Chiesa sia cosa che si può mettere in discussione, come si vuole, ma non erano queste le disposizioni del Concilio:

Relazioni tra la Scrittura e la Tradizione

9. La sacra Tradizione dunque e la sacra Scrittura sono strettamente congiunte e comunicanti tra loro. Poiché ambedue scaturiscono dalla stessa divina sorgente, esse formano in certo qual modo un tutto e tendono allo stesso fine. Infatti la sacra Scrittura e a parola di Dio in quanto consegnata per iscritto per ispirazione dello Spirito divino; quanto alla sacra Tradizione, essa trasmette integralmente la parola di Dio - affidata da Cristo Signore e dallo Spirito Santo agli apostoli - ai loro successori, affinché, illuminati dallo Spirito di verità, con la loro predicazione fedelmente la conservino, la espongano e la diffondano; ne risulta così che la Chiesa attinge la certezza su tutte le cose rivelate non dalla sola Scrittura e che di conseguenza l'una e l'altra devono essere accettate e venerate con pari sentimento di pietà e riverenza (13).

Relazioni della Tradizione e della Scrittura con tutta la chiesa e con il magistero

10. La sacra tradizione e la sacra Scrittura costituiscono un solo sacro deposito della parola di Dio affidato alla Chiesa; nell'adesione ad esso tutto il popolo santo, unito ai suoi Pastori, persevera assiduamente nell'insegnamento degli apostoli e nella comunione fraterna, nella frazione del pane e nelle orazioni (cfr. At 2,42 gr.), in modo che, nel ritenere, praticare e professare la fede trasmessa, si stabilisca tra pastori e fedeli una singolare unità di spirito (14).

L'ufficio poi d'interpretare autenticamente la parola di Dio, scritta o trasmessa (15), è affidato al solo magistero vivo della Chiesa (16), la cui autorità è esercitata nel nome di Gesù Cristo. Il quale magistero però non è superiore alla parola di Dio ma la serve, insegnando soltanto ciò che è stato trasmesso, in quanto, per divino mandato e con l'assistenza dello Spirito Santo, piamente ascolta, santamente custodisce e fedelmente espone quella parola, e da questo unico deposito della fede attinge tutto ciò che propone a credere come rivelato da Dio.

È chiaro dunque che la sacra Tradizione, la sacra Scrittura e il magistero della Chiesa, per sapientissima disposizione di Dio, sono tra loro talmente connessi e congiunti che nessuna di queste realtà sussiste senza le altre, e tutte insieme, ciascuna a modo proprio, sotto l'azione di un solo Spirito Santo, contribuiscono efficacemente alla salvezza delle anime.

COSTITUZIONE DOGMATICA SULLA DIVINA RIVELAZIONE
DEI VERBUM (CONCILIO VATICANO II)

18 novembre 1965

Maria R. ha detto...

Personalmente, di tutta questa "filosofia" melloniana, non ci ho capito un fico secco! E sempre personalmente, le spazzature di certi preti, mi fanno apprezzare maggiormente quelli che rimangono fedeli alle scelte fatte.
Comunque, c'è da dire che, se a parere di Melloni, il "celibato diventa un'abitudine", il prete avrebbe optato per una cosa piuttosto grama, al pari di tanti che si sposano e rimangono fedeli e vivono nella castità che la Chiesa ci insegna. Povero Melloni, un papiro sprecato per dire niente, tranne che per tentare di inculcarci l'idea che il Papa non sia il vero centro dell'attacco!

Karol ha detto...

Melloni ODIA Benedetto XVI (ma non è una novità) e la sua "idea" (?) di Chiesa si specchia e si fema alla sua scrivania.

euge ha detto...

Il solito " impareggiabile " melloni!!!!!!!!!!!!!!!! Condivido prete 25enne forza e coraggio andiamo avanti.

Dimmi in che parrocchia sei di Roma che ti vengo ad ascoltare!!!!!!!!!!

Miserere ha detto...

Il prete 25enne ha capito tutto!!! Speriamo di trovare molti altri preti giovani con gli occhi aperti che capiscano la restaurazione che sta facendo il Papa! :-)

Anonimo ha detto...

Scusa, Raffa, ho scordato un pezzo.

...E sin qui d'accordo con Vian. Peccato che Vian abbia dimenticato di sottolineare la mancata solidarietà di Melloni al nostro Pontefice. A parte questo particolare la trasmissione è stata ottima
Alessia

Scipione ha detto...

Splendido e inoppugnabile il commento del Sacerdote romano di 25anni! Questa è la verità... i vari Melloni & C. sanno benissimo di essere una generazione al capolinea, senza futuro perchè - fortunatamente e ovviamente - senza ricambio (per questo vorrebebro aprire la Chiesa e il sacerdozio ad ogni tipo di "partecipazione"... nella vana speranza di attirare nuovi adepti)... la loro chiesa post-copnciliare invece di germogliare di primavere si è seccata per mancanza di nuove leve, insterilita dalla sue stesse folli farneticazioni pseudo-teologiche, dalle assurde commistioni tra religione fai da te e "sinistre" ideologie... i seminari progressisti sono vuoti (e lo credo bene... quale persona sensata vorrebbe far parte di una istituzione che si autodemolisce, di un consesso privo di senso, privo di prestigio, privo di scopo, privo di rispetto?), le chiese progressiste sono vuote. Insomma questa è l'ultima occasione per tentare di dare la spallata... ancora qualche anno e la cd chiesa conciliare sarà solo un tetro ricordo... E spero diventi anche un severo monito per i cattolici di domani.