venerdì 22 ottobre 2010

Chi non vuole la perestroika in Vaticano. Ratzinger non c’entra coi pasticci dello Ior: sono il colpo di coda dei nemici del Papa (Gianluigi Nuzzi). Monumentale!

Vedi anche:

Ior, le motivazioni del riesame nel commento (esaustivo!) dell'Agi

Su segnalazione di Alessia leggiamo questo meraviglioso articolo di Nuzzi.
Perche' meraviglioso? Perche' e' sempre piu' raro trovare e leggere giornalisti che abbiano il coraggio di "dare a Cesare cio' che e' di Cesare".
Ci sono ottimi professionisti che pero', nel commentare le vicende vaticane, si fermano non appena intuiscono il pericolo di coinvolgere altri "personaggi in auge negli anni passati".
Cosi' sembra che tutto debba per forza ricadere sulle spalle di Benedetto XVI.
Questa storia deve finire. Lodi e lodi, quindi, a Nuzzi!

R.

Chi non vuole la perestroika in Vaticano

Ratzinger non c’entra coi pasticci dello Ior
Sono il colpo di coda dei nemici del Papa


GIANLUIGI NUZZI

Nessuno sembra accorgersene ma l’inchiesta della procura di Roma nella sua parte più incisiva e inquietante non colpisce Joseph Ratzinger, il cardinale Tarcisio Bertone e,a cascata, Ettore Gotti Tedeschi, presidente dello Ior, la banca vaticana.
Pur non colpendoli nelle responsabilità li affatica sul piano mediatico.
Sui giornali lo Ior sembra diventata la banca di coppole e riciclatori.
È l’esatto contrario delle intenzioni del Papa. È la rivincita del vecchio mondo di Wojtyla che si riscatta intralciando il cammino di oggi.
Le operazioni sospette cadono tutte nel 2009 quando alla banca è ancora saldo Angelo Caloia, il presidente scelto da Giovanni Paolo II per un’opera di pulizia dopo i disastri di Marcinkus. Basta scorrere il calendario: l’arcivescovo nato nel quartiere di Al Capone lascia nel 1989, Caloia scende in campo. Non si accorge dell’enorme potere del prelato monsignor De Bonis che nel 1993 porta i faccendieri a riciclare la maxi-tangente Enimont.
Caloia è l’ultimo fedelissimo di Wojtyla a rimanere in sella con Benedetto XVI.
Poi la riforma del papa tedesco, il mio “Vaticano SpA”, lo portano a lasciare l’incarico. Eravamo nell’autunno dello scorso anno. A novembre arriva Gotti Tedeschi.
Entra in punta dei piedi, sostenuto da Giulio Tremonti e da Bertone. Il banchiere amico dell’Opus dei, già Santander Italia, il fratello ascoltato di Gianmario Roveraro, cerca di orientarsi. Lo Ior è una banca speciale, offshore, con un’incredibile dorsale di privilegi che segna ogni sua attività ma su una cosa, una sola, assomiglia a tutte le altre. Il presidente ha scarsi poteri rispetto al direttore generale. E l’uomo chiave è Paolo Cipriani, portato in grande considerazione, nel passato almeno, da Cesare Geronzi. Gotti Tedeschi capisce subito la musica. Bisogna evitare i trucchi e le alchimie del passato.
Introduce dei controlli interni. Se un prete percepisce 2.000 euro di pensione non può movimentare troppi denari.
Gli blocchiamo il conto.
Anzi, 130 depositi finiscono sotto la mannaia del rischio chiusura. La prima vittoria è modesta, la seconda però più rilevante. Riesce a evitare che in banca metta voce ancora il prelato. Wojtyla aveva promosso De Bonis che polverizzò le belle parole del papa combinandone di ogni tipo.
Gotti Tedeschi riesce a far allontanare monsignor Pioppo l’ex delfino del cardinale Angelo Sodano che viene spedito in una sperduta nunziatura. Vuole una gestione totalmente laica. Nessuna intrusione. Ma le stratificazioni che producono palude finanziaria e trappole sono in agguato.
Non si trasforma un’industria bellica in una di gelati e pasticcini in una notte.
A Gotti Tedeschi sfuggono le operazioni che si consumano anche nei primi mesi di insediamento oggi oggetto di verifica giudiziaria. È un film già visto: nei primi mesi di Caloia nei caveau passano i miliardi della tangente Enimont e il bazoliano non si avvede di niente. A Gotti Tedeschi, Bertone chiede fermezza ma anche un ingresso morbido per ottenere i successi più rilevanti. Il risultato è sotto gli occhi di tutto: soldi sporchi o di cattivo odore passano da San Marino allo Ior come ai gloriosi tempi della ditta Calvi & C.
E lui che è andato in giro in mezza Europa dalle banche centrali per stringere l’accordo del nuovo corso, si sente nel sacco, preso in giro. Una pessima figura, un danno di immagine rilevante. «Sono depresso», dice ai giornali offrendo ai suoi nemici un’altra occasione per ottenere le dimissioni.
Non siamo certo qui a difendere o accusare tizio o caio, tantomeno a trovare giustificazioni per il nuovo presidente dello Ior. È il Vaticano, mica l’oratorio Mariuccia, verrebbe da dire.
Se non fosse che queste nuove accuse suonano davvero come una beffa rispetto all’opera di Ratzinger.
E non si può tacere la micidiale sincronia: il Concistoro più anti-Curia della storia, la nomina dei cardinali meno arrampicatori, la bocciatura della politica politicante, la promozione degli studiosi di quelli meno legati al potere del denaro e degli affari, ecco nel giorno in cui diminuiscono le diocesi italiane che esprimono un cardinale, come avevamo anticipato proprio su Libero mesi fa, arriva quest’accusa disarmante di riciclaggio e di prelati utilizzati come prestanomi.
È davvero difficile, quindi, non leggere in quanto accade il colpo di coda, la reazione aggressiva di un coagulo di potere che resiste, non arretra, non vuol far perdere quella fabbrica di privilegi che ancora oggi è lo Ior.
Niente di nuovo, per carità, ma l’ipoteca sul futuro diventa pesante. L’Unione europea attende uno strappo significativo per far partire laconvenzione monetaria dal 1 gennaio e a cascata tutti i dettami anti-riciclaggio.
Sarà durissima. Eppure agli occhi della comunità, sociale, politica e finanziaria, non ci sono alternative.
Dopo Marcinkus, dopo Vaticano Spa & de Bonis,dopo i disastri questa è l’ultima possibilità per recuperare la credibilità delle proprie finanze.
L’8 per mille ha avuto un tonfo da 100 milioni.

© Copyright Libero, 22 ottobre 2010 consultabile online anche qui.

20 commenti:

Anonimo ha detto...

Intanto rep pubblica le motivazioni del diniego del Riesame
http://www.repubblica.it/cronaca/2010/10/22/news/ior_violati_obblighi_norme_anticiclaggio-8335629/
Alessia

fr. A.R. ha detto...

Tutto bene e d'accordo fino al colpo finale sull'otto per mille. L'otto per mille è diminuito non perchè sono diminuite le firme o la gente è sospettosa delle finanze vaticane, e Nuzzi lo sa bene.
Per il meccanismo della distribuzione dell'8x1000 quello che conta è la percentuale di firme, non il loro numero assoluto. La diminuzione del "bottino" è dovuta al calo dei redditi degli italiani dovuto alla crisi economica. Se ci sono meno redditi ci sono meno entrate fiscali e quindi meno soldi per la chiesa (appunto l'8x1000 dell'imposta sul reddito).
Quindi Nuzzi non metta insieme cose che non c'entrano solo per avvalorare le altre sue giuste e rispettabili scoperte.

Maria ha detto...

Articolo interessante e molto chiaro (anche per chi non ci capisce niente di robe bancarie, come la sottoscritta).
Molto "chiaro" il concetto di fondo, per 1000 che non lo comprenderanno, ci saremo altri soliti 4 gatti che apprezzeremo di più lo sforzo del Papa :)

Per Non Dimenticare ha detto...

Sì, questo pezzo è davvero ottimo, Raffaella. Però Nuzzi è quello che per giorni, su Libero, nel pieno della bufera Boffo, ha insistito che la Questura di Milano aveva un fascicolo riservato sulla storia di Boffo. Venne detto che il fascicolo non c'era. Rispose: c'era ma è sparito. Poi scrisse ancora che era ricomparso... Mah...

Anonimo ha detto...

che goduria....applausi!

Max

mariateresa ha detto...

sì, l'articolo mi sembra chiaro .
Questi colpi di coda, come li chiama Nuzzi possono fare molta bua e credo che Gotti Tedeschi lo sappia benissimo.
Che bell'ambientino, però.
Se si potesse parlare e agire fuor di dentiera che soddisfazioni ci potremmo prendere.Ma se è il pontificato precedente ad andarci di mezzo ha ragione Raffaella, improvvisamente i denti che prima sui media azzannavano diventano molli, si diventa educati e riservati e si fischietta e si parla d'altro.
Alcuni lo fanno per interesse perchè con i libri che hanno scritto sul Papa precedente si sono comprati il tinello e non solo quello, ma alcuni lo fanno perchè così credono di difenderla la memoria di GPII. E invece non funziona così.Nessuna memoria si salva in questo mondo e in questo modo.
E soprattutto non è possibile salvaguardare la memoria a discapito di un altro che non ha colpa e che di calci ne ha già presi abbastanza con generosità e coraggio.Eh basta.
PS: comunque il mondo è bello perchè vario. Giorni fa ho letto una lettera su Avvenire di un distrattone che si lamentava degli articoli troppo osannanti su B16 che oscurerebbero i ricordi dei successi di GPII.Ho pensato a un refuso di stampa. Ma era proprio così:si lamentava del cattivo trattamento di GPII.
Eh beh.Cosa vuoi starci a dirci, diceva mia nonna.

mariateresa ha detto...

caro Per non dimenticare, una volta il povero Luigi Pintor, che non mancava di senso dell'umorismo, si alzò in Parlamento e dichiarò: "il più pulito di noi ha la rogna."
Penso si possa dire di molti ambienti.

Raffaella ha detto...

Carissima Mariateresa, ho letto anche io la lettera ad Avvenire ma ho preferito tacere...per una volta :-)
R.

Anonimo ha detto...

Che le ultime vicende Ior nascessero da operazioni che sembravano fatte apposta per intralciare il nuovo corso voluto dal Papa, da Bertone e da Gotti Tedeschi avevamo osato ipotizzarlo anche noi in tutta umiltà fin dall'inizio (i bonifici sospetti pare fossero stati effettuati da qualcuno nonostante gli avvertimenti circa la necessità di segnalazione formale).
Nuzzi rimane pure lui nel campo delle illazioni e non ci fornisce alcun elemento di prova in più.

Alberto

Anonimo ha detto...

L'ho letta anch'io, come ho letto altri suoi interventi su altri blog ove omette il cognone. Recentemente si è lamentato dello scarso spazio che viene dato al ricordo di Wojtyla dai vaticanisti. Il distrattone riesce perfino a far tenerezza per questa sua venezione al limite dell'idolatria.
Alessia

Anonimo ha detto...

L'ho letta anch'io, come ho letto altri suoi interventi su altri blog ove omette il cognone. Recentemente si è lamentato dello scarso spazio che viene dato al ricordo di Wojtyla dai vaticanisti. Il distrattone riesce perfino a far tenerezza per questa sua venezione al limite dell'idolatria.
Alessia

Guido ha detto...

In Dagospia leggo ...Woityla abbattè il comunismo coi soldi di Marcinkus e della banda della Magliana...I preti polacchi erano tutti collaboratori del regime comunista che li ricattava...ma è mai possibile?
Qualcuno in alto loco smentisca!

Anonimo ha detto...

però il muro cadde e il comunismo e con esso tutto il resto, cioè la fallacità di un'analisi (il marxismo) e di uno schema (le sorte magnifiche e progressive...).
E ALLORA LASCIATEMELO DIRE: SIANO BENEDETTI I SOLDI DELLA BANDA DELLA MAGLIANA E DI TUTTI GLI ALTRI LADRONI!
sì si tratta di un osanna al machiavellismo più becero!
Bassaiano Perini

euge ha detto...

mariateresa sei grande! un abbraccione virtuale!!!!! sottoscrivo ogni tua parola!

Anonimo ha detto...

Spiego il mio intervento.
Sono già state svolte indagini e interrogatori. Sono state emesse ben due pronunce cautelari. Le segreterie delle Procure italiane sono noti colabrodi (ne sanno più i giornalisti dei difensori). I giornaloni intingono sempre il pane dove c'è il sugo che loro più aggrada.
Qualcuno ci vuol dire, di grazia, chi ha effettuato i famigerati giroconto senza segnalazione e nonostante avvertenza contraria?
E perché nessuno ce lo dice?

Alberto

euge ha detto...

caro Alberto, forse nessuno lo dice perchè sono nomi che fanno parte della famosa lista che deve rimanere senza macchia!!!!!!!!!!!!!!

sam ha detto...

@ Bassaiano da un'anticomunista di ferro.

Sarebbe stato meglio dare retta subito alla Madonna di Fatima e consacrare la Madre Russia al suo Cuore Immacolato!
Usare il male per fare il bene è condannato dalla Dottrina Cattolica. GPII ebbe modo di esprimere, tempo dopo la caduta del muro di Berlino e del Comunismo, la delusione per la caduta di tante speranze che la fine della guerra fredda potesse significare l'avvento di un mondo di giustizia e di pace.
La Santa Chiesa non deve abbattere regimi: deve salvare anime, predicando il Vangelo, dando il buon esempio e condannando apertamente, se necessario anche a costo della vita, i comportamenti e le ideologie contrari a Dio e all'uomo.
San Pietro e San Paolo non spesero mai neanche una parola o un gesto per contrastare l'Impero Romano pagano, perverso e sanguinario, ma ne spesero abbondantemente per condannare mentalità e comportamenti del mondo contemporaneo (che non è molto diverso dall'attuale) e per incoraggiare i Cristiani ad essere diversi, un segno di contraddizione all'interno di quello stesso sistema che li perseguitava e che tuttavia erano chiamati paradossalmente a rispettare (fino a che non veniva messa in discussione l'obbedienza a Dio prima che agli uomini).
E' così, con la fede, la testimonianza in parole ed opere e il sangue dei martiri, che il Cristianesimo ha vinto la partita della storia, non con i soldi dei Marcinkus e dei Maciel.... con quelli ci si può ottenere solo delle vittorie di Pirro!

Gianpaolo1951 ha detto...

Beh, se si pensa alla triste fine fatta dal povero Papa Luciani - Giovanni Paolo I - per aver preteso di mettere il naso nei conti dello Ior…
Lui che anche da vescovo faticava a ottenere, o non riceveva affatto, i finanziamenti dall'istituto in questione per costruire oratori et similia…
Penso sia superfluo aggiungere altro!!!...

euge ha detto...

@Sam Condivido ogni tua parola!!!!!!!!!!!!

Il papa è il mio padre spirituale ha detto...

Un applauso a Sam!