lunedì 25 ottobre 2010

Padre Lombardi: per comprendere il Sinodo occorre attenersi al Messaggio (Radio Vaticana)

Come volevasi dimostrare:

Padre Lombardi: per comprendere il Sinodo occorre attenersi al Messaggio

Il direttore della Sala Stampa vaticana, padre Federico Lombardi, rispondendo alle domande dei giornalisti, è intervenuto su quanto detto da un esponente del governo israeliano che, prendendo spunto da singole affermazioni di Padri sinodali, ha accusato il Sinodo di aver avuto posizioni anti-israeliane. “Se si vuole avere una espressione sintetica delle posizioni del Sinodo - ha sottolineato padre Lombardi - attualmente bisogna attenersi al ‘Messaggio’, che è l’unico testo scritto comune approvato dal Sinodo nei giorni scorsi. Vi è poi - ha aggiunto - una grandissima ricchezza e varietà di contributi dati dai Padri, che però come tali non vanno considerati ognuno come la voce del Sinodo nel suo insieme. La valutazione complessiva del Sinodo e dei suoi lavori nelle parole del Santo Padre e nell’opinione comune dei partecipanti e degli osservatori – conclude padre Lombardi - appare grandemente positiva”.

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3 commenti:

veritas ha detto...

se conta solo il messaggio finale del sinodo che cosa hanno parlato a fare i vescovi del medio oriente per due settimane?
che pena questo politicamente corretto del vaticano,che pena!

Anonimo ha detto...

Io non mi scandalizzerei più di tanto, Padre Lombardi non ha fatto che ribadire ciò che aveva già detto ieri. Né più né meno. Inoltre, questa volta, bisogna dare atto che non vi è stata alcuna genuflessione al politicamente corretto, ovvero nessune smentita. Molto più clamoroso è stato questo:
http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/2010/10/23/un-vescovo-libanese-critica-lislam-e-la-segreteria-di-stato-lo-purga/
Per finire, non ho il minimo dubbio che l'esortazione post-sinodale del Santo Padre terrà conto di ogni posizione emersa nel Sinodo, anche le più forti.
Alessia

Anonimo ha detto...

Veritass ha ragione. In effetti, da diverso tempo, da vescovi e cardinali escono non raramente esternazioni piuttosto difficili da accettare, affermazioni che vengono successivamente "derubricate" dal Vaticano, facendo riferimento al solito, sintetico documento finale, che ha dalla sua la prerogativa di affermare, contemporaneamente, in forma nebulosa ed ambigua (valida per ogni sensibilità di comprensione)cose diverse e talvolta tra loro confliggenti, ma espresse con un lessico indistinto, buono per tutti.
E' giusto quanto si chiede legittimamente Veritas: se quanto hanno affermato per giorni alcuni vescovi "non vale nulla o quasi", a che serve averli fatti parlare ed averli ascoltati, per poi concludere, nel comunicato, con affermazioni "lavate col detersivo"?