martedì 27 aprile 2010

Nelle stanze private del Pontefice. Da Michelangelo alla cucina hi-tech (Rendina)


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Nelle stanze private del Pontefice
Da Michelangelo alla cucina hi-tech


CLAUDIO RENDINA

PER localizzarla basta guardare l' edificio che si estende lateralmente alla piazza San Pietro, che è il Palazzo Apostolico Vaticano, da dove è solito affacciarsi il papa ogni domenica, esattamente dalla penultima finestra d' angolo dell' ultimo piano. E' soprannominato Palazzo Sistino da Sisto V che nel 1588 lo fece innalzare da Domencio Fontana, anche se fu completato sotto Clemente VIII (1592-1605), quando oltretutto i papi si erano già insediati al Quirinale. Finché non è ridiventato forzatamente la casa del papa con Pio IX (1846-78) dal 20 settembre 1870, quando Roma divenne città del regno d' Italia. E' la parte terminale del complesso edilizio che prosegue con l' Archivio Segreto Vaticano e la Biblioteca Apostolica Vaticana, la Cappella Sistina e la Cappella Niccolina, dalle quali si sviluppa il complesso dei Musei Vaticani. L' entrata ai Palazzo Apostolico Vaticano è dal cosiddetto Portone di Bronzo, a custodia del quale è una Guardia Svizzera con alabarda. Da qui si protende la scenografica Scala Regia, capolavoro di Gian Lorenzo Bernini, che immette nella Sala Regia, un tempo aula di ricevimento di sovrani. La sala è ricca di un apparato iconografico appositamente programmato a scopo persuasivo nei confronti degli ospiti: ogni affresco, nel raffigurare una vittoria del papa, era finalizzato a ricordare ai monarchi in visita la preminenza del romano pontefice sulla sovranità temporale. Così la Sottomissione del Barbarossa ad Alessadro III di Francesco Salviati, la Restituzione delle province ad Agapito di Orazio Samacchini, l' Offerta di Pietro d' Aragona ad Eugenio III di Livio Agresti e la Donazione di Ravenna del Sermoneta, nonché le vittorie contro i Turchi come la Presa di Tunisi di Taddeo e Federico Zuccari e la Battaglia di Lepanto di Giorgio Vasari. Da questa sala si accede, da sinistra a destra, alla Sala Ducale, creata da Gian Lorenzo Bernini con l' unione di due ambienti mediante la scenografica invenzione di una tenda marmorea sorretta da due putti; qui avevano udienza i principi e i sovrani minori. Di seguito si passa alla Sala delle Benedizioni, in corrispondenza del sottostante atrio della basilica, da dove il papa impartisce la benedizione Urbi et Orbi; la Loggia. Di seguito è la Cappella Paolina, recentemente restaurata, chiusa al pubblico, perchè luogo di preghiera riservato al papa. Costruita da Antonio da Sangallo il Giovane nel 1540 per Paolo III, accoglie gli ultimi drammatici affreschi di Michelangelo, la Conversione di San Paolo e la Crocifissione di San Pietro. Sulla sinistra è il corridoio che porta all' appartamento pontificio. Ma l' entrata più opportuna e accessibile alla casa del papa, sempre grazie ad un permesso speciale, e dalla quale perlopiù entrano anche oggi capi di stato e ministri, è nel retrostante cortile di San Damaso, a pochi metri dal Portone di Bronzo, salendo la scala di Pio IX. La casa di Benedetto XVI è al terzo piano, là dove sono state le dimore dei papi che lo hanno preceduto da Pio X, che nel 1903 fece a cambio con la dimora del Segretario di Stato, al quale furono assegnati i locali del primo piano. L' appartamento da allora è sempre rimasto qui, pur subendo ogni volta quei parziali cambiamenti interni nell' arredamento, come riflesso delle abitudini personali del nuovo pontefice; in particolare Paolo VI fece costruire un giardino pensile sul largo tetto a terrazza. L' appartamento si sviluppa su dieci stanze, alle quali si affiancano altri undici ambienti riservati a quattro professe della Memores Domini, un' associazione religiosa di Comunione e Liberazione. Benedetto XVI ha mantenuto la disposizione delle stanze esistente con Giovanni Paolo II, pur adottando tinte chiare alle pareti dallo studio, dal quale il papa si affaccia ogni domenica, alla camera da letto verso sinistra, sull' angolo del palazzo, che prosegue con il bagno e l' infermeria adattata a gabinetto chirurgico e dentistico.
Qui è disposta una cyclette, che il papa usa quotidianamente per mezz' ora, come prescrittogli dal professor Renato Buzzonetti, che era il medico personale del papa fino a giugno del 2009. Ecco quindi la sala da pranzo e la cucina, rinnovata questa con fuochi, pensili, forni, utensili elettrici a scomparsa e luci a incasso nel controsoffitto, il tutto offerto da una ditta tedesca. Il cibo di Benedetto XVI era di ispirazione tedesca, basata sulla cucina bavarese con wurstel e insaccati, ma i medici gli hanno imposto una dieta. Ovviamente non incontreremo il papa a tavola, ma possiamo immaginarcelo con i suoi segretari particolari, che sono monsignor Georg Gaenswein e il maltese Alfred Xuereb, alle prese con un pranzo o una cena a base di pasta al curry o con salmone e zucchine, risotto allo zafferano, involtini di pollo e straccetti con rucola. Il tutto accompagnato da una succo d' arancia, anche se il bel monsignor Gaenswein si concede del vino, di cui è grande intenditore. Sulla destra dello studio l' appartamento si sviluppa nella stanza-ufficio dei due segretari particolari e di seguito finisce nella Sala di Ricevimento. A fronte di questa suite c' è la cappella privata, nella quale il papa dice messa ogni mattina alle sette, e che confina con gli ambienti delle quattro professe della Memores Domini: Manuela, Cristina, Carmela e Loredana. Manuela si occupa delle stanze dei segretari, Cristina è addetta alla cappella e Carmela segue la stanza e il guardaroba del papa, a Loredana è affidata la cucina, grazie alla quale "sovrintende" alla salute di Benedetto XVI. Ma c' è anche un piano superiore: nei cosiddetti "soffittoni" sono stati ricavati 12 appartamentini per i due segretari, che sovrintendono alle udienze, alle celebrazioni liturgiche e ai documenti pontifici. E in fondo questi ambienti costituiscono un appartamento a sé rispetto alla casa del papa, sono principalmente i locali in cui vive Gaenswein. Questo monsignore è il personaggio predominante tra i due segretari, perché l' altro segretario, il maltese Alfred Xuereb, è stato nominato "Prelato d' anticamera" solo nel 2006 e con la qualifica di "Segretario personale in seconda"; oltretutto Ganswein ha la qualifica di "Prelato d' onore di Sua Santità" con tanto di bel portamento. «Sul metro e ottanta, fisico sportivo e decisamente un bell' uomo - lo stigmatizza il giornale cattolico Avvenire il 20 aprile 2006, così che gli sono arrivate le definizioni come il "Sonny Boy in sottana", il nuovo padre Ralph di Uccelli di rovo e il George Clooney del Vaticano. Ha 54 anni, ma non li dimostra. Meno misteriose sono le stanze dell' appartamento di rappresentanza al secondo piano, spesso riprese dalle telecamere per le udienze pontificie a personalità politiche e celebrità. Quella fuga di tredici stanze in un crescendo di preziositàè rimasta identica fino a Giovanni XXIII, con ogni sala finalizzata a una funzione ben precisa in rapporto alla permanenza in servizio di dignitari laici o militari, con i nomi appropriati alla Guardia Svizzera, ai Sediari, ai Bussolanti, alle Guardie Nobili, ai Camerieri di Spada e Cappa, all' Esente di Guardia. Quando Paolo VI nel 1970 abolì tutte le cariche onorifiche del Vaticano, scomparvero molti di quei nomi tradizionali dati alle sale, e furono tolti arredi vecchio stampo come il colossale lampadario della Sala Clementina, eliminando anche i "foconi", che eranoi bracieri utilizzati da secoli per riscaldare l' ambiente. Sono così venute le nuove denominazioni delle sale riferite a Sant' Ambrogio, agli Scultori, ai Pittori, agli Evangelisti, al Redentore, alla Madonna, a Santa Caterina e ai Santi Pietro e Paolo. Sono rimaste la Biblioteca, con gli splendidi affreschi di paesaggi, e la Sala del Trono, non più fastoso come un tempo, ma costituito oggi da un semplice seggio in marmo con le statue degli apostoli Pietro e Paolo. A fronte della casa del papa non si può dimenticare la figura del Decano di Sala dell' Anticamera Pontificia, impersonato da un laico Gentiluomo di Sua Santità, cheè il responsabile del buon governo dell' Appartamento pontificio: è infatti preposto alla vigilanza e alla cura delle sale, alla regolamentazione degli accessi e allo svolgimento delle funzioni a carattere diplomatico. Non sarà difficile distinguerlo con quel suo abbigliamento signorile nel classico di colore nero e sparato bianco, sul quale è di dovere il "collare" proprio dei Sediari, realizzato peraltro in a differenza degli altri sediari che lo hanno in E' lui il vero custode laico dei segreti della casa del papa.

© Copyright Repubblica, 25 aprile 2010

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