martedì 6 luglio 2010

Evangelizzare il deserto. Il nuovo dicastero sulla Nuova Evangelizzazione nel commento di Michael Novak (Liberal)


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VISITA PASTORALE DEL SANTO PADRE A SULMONA (4 LUGLIO 2010): LO SPECIALE DEL BLOG (Articoli, commenti, interviste, discorsi)
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Evangelizzare il deserto

di Michael Novak

[06 luglio 2010]

È rincuorante che Sua Santità Benedetto XVI abbia scelto un vescovo di mente salda grande cuore per guidare ciò che Papa Ratzinger ha indicato sin all'inizio del proprio pontificato come uno degli sforzi più importanti - la leadership nell'impresa di portare la Parola del Vangelo nelle cittadelle del nichilismo che alcune generazioni or sono si impossessarono dell'immaginazione europea. La nomina del vescovo Salvatore Rino Fisichella a primo Presidente del nuovo Consiglio Pontificio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione indica che il Papa intendeva realmente portare avanti quanto espresso, sia nel famoso dialogo con Jurgen Habermas che nelle raccomandazioni enunciate all'apertura del Conclave nel quale il Cardinale Ratzinger venne eletto al soglio di Pietro come Papa Benedetto XVI. In entrambi i casi, il suo oggetto era il nichilismo e la necessità per la Chiesa di intraprendere un nuovo, innovativo ed altresì più approfondito scambio con i suoi proponenti. Poiché il nichilismo costituisce un morbo sempre più snervante e che colpisce, come in passato, il sistema immunitario dello spirito umano.
Sebbene i primi fautori del nichilismo riflettano molto, ad esempio, di "onestà" e della necessità di "affrontare la verità", gradualmente tali termini si sono svuotati di significato reale. Se alla fine di tutto niente conta, qual è dunque il reale valore dell'onestà rispetto alla disonestà, o dell'affrontare la verità piuttosto che eluderla? Non sono tali scelte semplici dichiarazioni di preferenza, di nessun particolare valore eccetto che dal punto di vista soggettivo? Detta in modo schietto, dal punto di vista dei presupposti nichilisti, perché l'onestà dovrebbe essere preferita alla disonestà? L'una sembra obiettivamente tanto valida quanto l'altra. Naturalmente, i filosofi del nichilismo raramente traducono in agire i principi che diffondono. Solo gli sventurati che li prendono sul serio (ma invero alquanto stupidamente) voltano le spalle alla decenza ed all'umanità. Essi agiscono in funzione di ciò con cui i filosofi si gingillano, allo stesso modo in cui si può giocherellare con le idee. Perché quegli stessi filosofi si dimostrano solerti nel vantarsi di rappresentare il Partito degli Illuminati, impegnato nel perseguire Libertà, Fratellanza ed Uguaglianza - i veri umanisti di questo mondo. In realtà, essi difendono il nichilismo in quanto essenziale condizione dell'umanesimo. Esso richiede il rifiuto di Dio al centro dello spirito umano.
In tale clima di ottimismo, la storia del XX secolo ha dimostrato quanto il nichilismo avesse deplorevolmente torto. Raramente vi è stata un'era caduta così rapidamente da forme raffinate di umanesimo ad una barbarie selvaggia; in modo così veloce, così meticoloso, e senza rimorso alcuno. Ironia della sorte, l'aspetto del XX secolo che la maggior parte dei nichilisti disprezza, la stupefacente capacità della sua economia capitalista di generare nuova ricchezza, ha risparmiato ai socialisti borghesi europei il confronto con il proprio nichilismo. Lunghi, piacevoli pranzi nei caffè; raffinati liquori, caffè persino migliori e dolci in abbondanza, hanno allontanato le loro menti dalla filosofia. Perché preoccuparsi di questioni quali la verità, il coraggio ed dinamismo storico quando la vita è così bella?
Lo snervamento della vita intellettuale europea è quindi diventato così tristemente completo. Persino i trend demografici hanno cominciato a scendere verso il basso. Perché affrontare le pene insite nel sacrificare la primavera dell'età adulta per generare nuova vita quando, invero, è solo l'ego personale ciò che conta? E l'esprit, la fiducia in sé stessi, ed il desiderio di condividere i propri beni e vantaggi con altri, svaniscono dalla cultura nichilista come l'aria da un palloncino forato. Le difficoltà attraverso le quali il nichilismo europeo naviga sono molte. Alcune sono politiche, altre sociali e culturali nel senso più ampio del termine. Ma alcune rappresentano i danni delle molte malattie dell'anima individuale. Altre sono sintomo di grande confusione intellettuale. Sarà necessaria una leadership intellettuale molto determinata ed intelligente per penetrare le astuzie attraverso le quali il nichilismo nasconde il suo potenziale distruttivo nei meandri della propria malattia. Uno sforzo monumentale di conversione culturale - in primis con un'intelligenza coraggiosa, quindi con un'altra - sarà necessario per spazzare via l'auto-invalidante malattia dell'anima. E questo è proprio il punto in cui il fine intelletto, il coraggio intellettuale, e l'ampiezza d'animo di Salvatore Rino Fisichella entrano in gioco, e verranno duramente messe alla prova. Papa Benedetto lo ha scelto come capo in questo campo di battaglia - la stessa battaglia che il primo San Benedetto intraprese sulle macerie dell'Impero Romano. Anche allora la missione di evangelizzazione era inscindibile dal compito di costruire una nuova civiltà. Non sono i singoli leader, ma il Signore Stesso, che garantirà il successo in questa grande e storica lotta.Vi è motivo di credere, in questo caso, che il Signore abbia scelto una buona e forte mano per intraprendere questa lunga, cruciale, e potenzialmente meravigliosa missione.
Possiamo pensare a tutto ciò come ad una Seconda Conversione in Europa, o una Rinascita della Civiltà Europea.Vi sono buoni motivi per chiamarla - senza giri di parole - evangelizzazione: buone notizie dove prima vi era solo il deserto.

© Copyright Liberal, 6 luglio 2010 consultabile online anche qui.

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