lunedì 22 marzo 2010

Lettera del Papa agli Irlandesi: documento mai scritto prima da un Papa. Lo stile del testo è semplice, il tono partecipativo (Ansaldo)


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Pedofilia, la lettera del Pontefice Sarete giudicati da Dio e dai tribunali

Repubblica — 21 marzo 2010 pagina 12 sezione: POLITICA ESTERA

MARCO ANSALDO

CITTA' DEL VATICANO

«Senso di tradimento». «Gravità». «Sgomento». La causa? «Atti peccaminosi e criminali».
Il Papa è «molto dispiaciuto», anzi «scandalizzato e ferito».
L' attesa Lettera pastorale di Benedetto XVI inviata ai cattolici d' Irlanda per gli scandali di abusi sessuali compiuti da sacerdoti sui minori è piena di espressioni forti.
Contro i colpevoli e chi li ha coperti, «i miei fratelli vescovi». Dentro non ci sono scuse. Ma «vergogna e rimorso». E come «iniziative concrete» il pontefice propone penitenze, preghiere, digiuno, e «l' invio di una Visita apostolica», cioè l' arrivo in Irlanda di un commissario vaticano. È un documento mai scritto prima da un Papa, sottolinea il portavoce della Sala stampa della Santa Sede, padre Federico Lombardi, che illustra la Lettera a decine di giornalisti fra cui molte testate estere piombate a Roma per seguire il caso. Lo stile del testo è semplice, il tono partecipativo. «Cari fratelli e sorelle - si legge - è con grande preoccupazione che vi scrivo. Sono stato profondamente turbato dalle notizie apparse». Joseph Ratzinger si rivolge direttamente a vittime e genitori. Ma le parole più dure sono per «i religiosi che hanno abusato», e per «i vescovi». «Avete tradito la fiducia riposta in voi - scrive ai primi - dovete rispondere di ciò a Dio onnipotente, come pure davanti a tribunali. Avete rovesciato vergognae disonore sui vostri confratelli. Insieme al danno immenso causato alle vittime, un grande danno è stato perpetrato alla Chiesa. Riconoscete la vostra colpa, sottomettetevi alle esigenze della giustizia». Ai vescovi aggiunge: Ci sono stati «seri errori» e «mancanze di governo». Sulla home page del sito Internet del Vaticano la Lettera compare subito in una nuova sezione. La Santa Sede riserva una copertura multimediale straordinaria, passando anche per Youtube e Twitter. Perplessità e sorpresa suscita però un passaggio, quando Benedetto XVI afferma che trai molti fattori alla radice degli abusi sessuali dei preti vi sia stata una errata interpretazione del «programma di rinnovamento proposto dal Concilio Vaticano II». «In particolare - spiega il pontefice - vi fu una tendenza, dettata da retta intenzione ma errata, ad evitare approcci penali nei confronti di situazioni canoniche irregolari». Ma la Lettera, spiega padre Lombardi, «non cerca scusanti e non scarica altrove la problematica». Dentro c' è «conversione, impegno, dolore».
Il pontefice ha già incontrato alcune vittime a Washington, a Sidney, e una delegazione canadese. «Sono disponibile - scrive - a farlo in futuro». Un testo rivolto solo alla Chiesa d' Irlanda. Nessun accenno ad altri casi incandescenti, come ora quello tedesco. Ma «i temi e toni» usati, viene spiegato, «possono essere validi per altre situazioni». E gli atti di pedofilia vanno considerati «sia come peccati sia come crimini da trattare in sede di giustizia, ecclesiasticae civile». «Molto di più resta da fare», conclude Ratzinger. «È una diagnosi lucidae severa- commenta il direttore dell' Osservatore Romano, Giovanni Maria Vian - il suo coraggio è senza precedenti». «Adesso anche la Curia di Bologna - chiede Maurizio Cecconi, portavoce della Rete laica sotto le due torri - dovrebbe chiedere scusa alle famiglie delle bambine vittime di un prete pedofilo condannato in primo grado a 10 anni e 6 mesi».

© Copyright Repubblica, 20 marzo 2010 consultabile online anche qui.

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