lunedì 26 luglio 2010

Il pensiero di Benedetto XVI alle vittime in terra tedesca (Collacciani)


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Buon riscontro al Summorum Pontificum in Germania. In tre anni le Messe in rito antico sono passate da 35 a 203 con un aumento del 480 per cento

Sacerdoti gay, una questione che parte da lontano. I richiami di Papa Benedetto sul comportamento di religiosi e sacerdoti sul piano morale (La Rocca)

La doppia vita dei preti gay raccontata da Panorama: l'inchiesta, le reazioni, gli articoli
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Il pensiero di Benedetto XVI alle vittime in terra tedesca

Alla fine dell'Angelus a Castelgandolfo il Papa ha espresso profondo dolore per la perdita dei ragazzi rimasti uccisi dalla calca nel rave di Duisburg.

Marino Collacciani

La tragedia di Duisburg non poteva lasciare indifferente il Papa, sempre sensibile al dolore dell'umanità che questa volta ha avuto quale epicentro la sua Germania. Così, Benedetto XVI ha espresso «profondo dolore», subito dopo l'Angelus domenicale a Castelgandolfo, davanti a 4.000 pellegrini.

«Al nostro misericordioso Padre Celeste affido oggi (ieri, ndr) in particolare - ha detto Benedetto XVI nei saluti in tedesco - i giovani che ieri (l'altroieri, ndr) a Duisburg hanno perso la vita in modo tragico. Per i loro parenti e amici che si trovano nel dolore, come pure per i molti feriti, chiedo il conforto e la vicinanza dello Spirito santo». Il Papa ha ricordato che ieri si celebrava la festa di San Giacomo e che quest'anno cade l'anno santo di Santiago di Compostela. Anche lui, ha aggiunto si unirà ai tanti pellegrini che si recheranno a rendere omaggio al Santo. Nel prossimo mese di novembre, infatti, Benedetto XVI si recherà in Spagna con tappe a Santiago di Compostela e a Barcellona. A tal riguardo, il Pontefice ha osservato: «Seguendo le orme dell'apostolo, cerchiamo di percorrere il cammino della nostra vita dando testimonianza costante di fede, di speranza e carita».
Poi, la figura di Abramo «che implorò il Signore di risparmiare i pochi giusti dallo stermino della città di Sodoma», è stata evocata da Ratzinger, al termine di una settimana purtroppo segnata da nuovi scandali sul comportamento infedele di alcuni sacerdoti. Il Papa-teologo ha commentato il brano del Vangelo letto dalla Chiesa ieri, che che è quello di San Luca: in esso Gesù insegna il Padre Nostro ai suoi discepoli (ma in una forma più breve rispetto a quella del Vangelo di San Matteo, che e' entrata nell'uso comune). E ha rilevato: «Siamo di fronte alle prime parole della Sacra Scrittura che apprendiamo fin da bambini. Esse si imprimono nella memoria, plasmano la nostra vita, ci accompagnano fino all'ultimo respiro. Esse svelano che noi non siamo già in modo compiuto figli di Dio, ma dobbiamo diventarlo ed esserlo sempre di più mediante una nostra sempre più profonda comunione con Gesù».

© Copyright Il Tempo, 26 luglio 2010 consultabile online anche qui.

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