mercoledì 21 aprile 2010

Ecco i sette cardinali che remano contro la glasnost di Papa Ratzinger (Peloso)


Vedi anche:

L'esperto psichiatra statunitense Richard Fitzgibbons, specialista nel trattamento dei preti pedofili, ha difeso le affermazioni del card. Bertone (Tosatti)

Il primato di Dio nel realismo di Benedetto XVI. Il Card. Scola a cinque anni dall’elezione al Pontificato (Zenit)

Via il vescovo di Miami, severo con i Legionari ma coprì alcuni abusi (Izzo)

Benedetto XVI, contrariamente ai suoi predecessori, ha accettato di rompere il silenzio sui casi di pedofilia nella Chiesa (Le Monde)

Cinque anni da Papa: l'abbraccio corale dell'Italia (Cardinale)

L'evoluzione del collegio cardinalizio al tempo di Leone XIII: Una questione di cappelli e di teste giuste (Osservatore Romano)

Il Papa esalta Wojtyla nel discorso in occasione dei funerali del card. Tomas Spidlik (Izzo)

Pedofilia, le lacrime del Papa. Durante il suo viaggio a Malta, Benedetto XVI incontra otto vittime di abusi da parte di sacerdoti (Grana)

La pedofilia è un regalo del ’68: la riflessione di Francesco Agnoli

Cinque anni benedetti sulla Roccia della Fede. Il Pontificato di Benedetto XVI nel commento di don Antonello Iapicca

Nelle parole di Papa Benedetto si coglie immediatamente una sofferenza viscerale e lo sgomento, tutto presente, di un cristiano tra cristiani (Spano)

Attacchi al Papa, Barcellona: da laico, la mia difesa della Chiesa più forte di qualsiasi tradimento (Sussidiario)

Attacchi al Papa, il filosofo Hadjadj: il linciaggio mediatico cancella Cristo e la vera giustizia (Sussidiario)

Sorpasso cristiano in Africa (Tosatti)

Il «Washington Post» in difesa di Papa Ratzinger

IL PAPA A MALTA: TUTTI I VIDEO SU BENEDICT XVI.TV

Le monache del Monastero cistercense di Valserena: «Noi, una vita in preghiera per il Pontefice» (Corradi)

Benedetto XVI «urbi et orbi». La presentazione di Mons. Georg Gänswein (Osservatore Romano)

Uscito il bellissimo libro sui cinque anni di Pontificato: Benedetto XVI urbi et orbi di Georg Ganswein

Benedetto XVI, guida sicura per proseguire un cammino iniziato due millenni fa (Casavola). Da assaporare!

Mons. Vincenzo Pelvi: Il Papa è "l'icona contemporanea della passio Christi e della passio hominis" (Zenit)

Più i media attaccano Be­nedetto XVI, più tanta gente vera lo cerca e impara ad amarlo (Muolo)

Benedetto XVI ha un modo tutto suo di comunicare anche cose importanti (Giansoldati)

Benedetto XVI, in lacrime, incontra le vittime dei preti pedofili a La Valletta: il commento di Luigi Accattoli

L'ateo libertario Brendan O'Neill: L'inquisizione secolarista. Analisi degli attacchi al Papa ed alla Chiesa (Spiked)

I primi cinque anni di Benedetto XVI nel commento di Carmen Elena Villa

I primi cinque anni controcorrente di Papa Ratzinger: il bellissimo commento di Andrea Tornielli

Dolore e speranza come di «naufragio». Le lacrime del Papa non nascoste alle vittime (Marina Corradi)

Il Papa invita la curia a superare le divisioni. Sempre in primo piano il "caso" Maciel e le sue coperture (Galeazzi)

Secondo Ingrao il problema di Ratzinger sono i ratzingeriani

Card. Schönborn: il Papa sa che una riforma della curia è necessaria ma non è nel suo stile agire drasticamente (tranne coi pedofili e Maciel)

Il Papa cita Agostino: "La Chiesa va peregrinando fra le persecuzioni del mondo e le consolazioni di Dio" (Vecchi)

Ferruccio De Bortoli: grazie Benedetto, vero difensore della ragione laica (Sussidiario)

Un Papa Benedetto da Roma: toccante commento di Giuseppe De Carli. Da assaporare

La nube islandese blocca e/o appieda i superpotenti della Terra. Solo l'umile lavoratore della Vigna del Signore approda senza intoppi a Malta :-)

Il testo della bellissima omelia del card. Caffarra in occasione del V anniversario della elezione di Benedetto XVI

Il pastore protestante Alain Joly spiega a Zenit perchè ha firmato l'Appel à la verité

Il viaggio del Papa a Malta: Dio ama tutti e la Chiesa non rifiuta nessuno. In un clima intenso e commosso l'incontro con otto vittime di abusi (O.R.)

Su segnalazione di Eufemia leggiamo il seguente articolo:

Clicca qui per leggere, in pdf, le prime righe dell'articolo.

Ecco i sette cardinali che remano contro la glasnost di Ratzinger

«E' sufficiente il diritto canonico a risolvere i casi di abusi sessuali»

Così gli ultraconservatori della Curia vogliono fermare il Pontefice

dalla prima pagina

Francesco Peloso

A guidare il gruppo di contrari alla linea della trasparenza è stato il cardinale Dario Castrillon Hoyos, colombiano, ex prefetto della Congregazione per il clero, nonché regista dell'operazione che ha portato alla revoca della scomunica per i 4 vescovi lefebvriani un anno fa.
Nei giorni scorsi è venuta alla luce una lettera inviata proprio da Castrillon al vescovo di Bayeux-Lisieux, mons. Pierre Pican, nella quale il porporato si congratulava con Pican per non aver denunciato un prete pedofilo della sua diocesi. L'episodio risale al 2001, l'anno in cui venivano messe a punto le norme più severe contro i sacerdoti accusati di pedofilia da parte del cardinale Ratzinger.
Chiamato in causa, Castrillon, ha confermato, con orgoglio, che a suo avviso i casi di abuso sessuale rientrano fra i problemi interni alla Chiesa, dunque è sufficiente il diritto canonico a punire i colpevoli.
Ma soprattutto ha riferito alcuni fatti nuovi e in particolare di aver avuto il consenso e il pieno appoggio di Giovanni Paolo II per quella lettera. Per queste dichiarazioni a sorpresa ha scelto una sede d'eccezione: l'Università cattolica di Murcia, in Spagna, dove fino a ieri si è tenuto un congresso internazionale su Karol Wojtyla e i diritti umani.
«Dopo aver consultato il Papa e avergli mostrato la lettera la inviai al vescovo, congratulandomi con lui per essere stato un modello di padre che non consegna i suoi figli alla giustizia», ha spiegato Castrillon alla platea, quindi ha aggiunto: «Giovanni Paolo II mi autorizzò ad inviare la lettera a tutti i vescovi del mondo e a metterla su internet».
Era un doppio colpo: chi oggi, mandava a dire il cardinale, compreso Ratzinger, prende le distanze dalle scelte compiute in passato, è in contrasto con lo stesso Wojtyla; quindi nel messaggio di Castrillon, c'è, implicito, un avvertimento: non sarà facile sconfessare un modello di Chiesa radicato nella storia e ancora potente.
Se insomma i vari episcopati europei, dalla Germania alla Francia, dalla Gran Bretagna all'Austria, ma anche in Belgio e in Olanda, hanno chiesto al Vaticano la linea dura sul tema pedofilia e abusi sessuali, l'ossatura della Curia di ieri e di oggi dice il suo «no». E infatti a Murcia si sono ritrovati con Castrillon molti cardinali, esponenti di primo piano della Chiesa. Quando il porporato ha pronunciato il suo intervento è stato accolto da un lungo e liberatorio applauso.
Nei giorni scorsi già l'ex Segretario di Stato, il cardinale Angelo Sodano, aveva chiamato il sacro collegio cardinalizio ad alzare il muro difensivo intorno al Papa contro presunti complotti internazionali: era il segnale che il ventre profondo delle alte gerarchie romane cominciava ad opporre una resistenza concreta e cercava di schiacciare Benedetto XVI sulla propria linea.
Insieme a Sodano spiccano, e non a caso erano pure presenti in Spagna, altre personalità di primo piano della Curia romana: fra di loro non solo ex, ma anche qualche nome di punta del governo della Chiesa universale. Come quello di Antonio Canizares Llovera, prefetto della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti, che ha ricevuto nomina curiale e berretta rossa da Benedetto XVI. Canizares era noto in Spagna con il soprannome di "piccolo Ratzinger" per le sue tendenze tradizionaliste.
E poi c'è il cardinale Franc Rodé, prefetto della Congregazione per gli istituti di vita consacrata, un ammiratore della messa in latino e dei Legionari di Cristo.
Fra i conservatori c'è anche un altro uomo legato a Karol Wojtyla, il cardinale Stanislaw Rylko, polacco, presidente del Pontificio consiglio per i laici, che in queste settimane non ha detto una parola di sostegno al Papa, nonostante diversi vescovi europei abbiano nominato dei laici come referenti per il problema abusi nelle loro diocesi.
Ancora, fra quanti a Roma hanno rivendicato il primato del diritto canonico sulla giustizia civile anche nella crisi della pedofilia, non va dimenticato, mons. Jean Louis Brugues, Segretario della Congregazione per l'educazione cattolica; il quale, per altri versi, e in particolare nella critica a una lettura eccessivamente progressista del Concilio Vaticano II, si era dimostrato un ratzingeriano cristallino.

© Copyright Il Secolo XIX, 19 aprile 2010

Vedi anche:

La squadra degli oppositori

64 commenti:

Anonimo ha detto...

Chiacchiere e solamente chiacchiere...bla bla bla bla!
Ricostruzione alquanto fantastica e fuori dal mondo curiale!
AB

Anonimo ha detto...

Io conto 6 nomi qui dentro:
Dario Castrillon Hoyos
Angelo Sodano
Antonio Canizares Llovera
Franc Rodé
Stanislaw Rylko
Jean Louis Brugues

Qual'e' il settimo?

Anonimo ha detto...

Possibile siano chiacchiere, ma indiscutibilmente gettano ombre su Papa Wojtyla. Nella sua arroganza il card. Castrillon non si è reso conto di questo? Il nostro Papa si trova a essere osteggiato dalle due ali estreme della Chiesa e da coloro, legati a Papa Wojtyla, che non si rassegnano alla perdita di potere, come ben avevamo intuito.
Per quanto riguarda il card. Rylko basta ricordare la gestione dell'affaire neocat, dal cui vertice non mi risulta giunta alcuna solidarietà al Santo Padre sotto attacco.
Alessia

Raffaella ha detto...

Concordo con Alessia! Il cardinale Hoyos ha fatto qualcosa di gravissimo.
Dopo essere stato sconfessato dalla Santa Sede, ha cercato di scaricare la colpa su Papa Wojtyla.
Certo la classe non e' acqua...il card. Ratzinger (e ora Papa Benedetto) non avrebbe mai fatto un'azione del genere.
R.

Anonimo ha detto...

Interessante omelia di Rode' del 2008 in occasione dell'ordinazione di Legionari, presente nel sito degli stessi:

http://www.regnumchristi.org/italiano/articulos/articulo.phtml?id=20048&se=359&ca=84&te=782

Nel 2008 gia' certe posizioni di papa Ratzinger e di Maciel erano piu' che chiare, e Rode' dice queste cose? Povera la congregazione che sta' sotto di lui!

Raffaella ha detto...

Oh, Santo Cielo!
Come si e' potuto permettere che venisse pronunciata una simile omelia?
Enno'! Enno'!
R.

Anonimo ha detto...

beh, Raffa, dopo quello che abbiamo letto sul NCR non possiamo certamente stupirci. Povero Santo Padre, che sforzo erculeo per ripulire le stalle di Augia!
P.s.: senza "s" finale :-)))
Alessia

Anonimo ha detto...

Per i "pii devoti" della Messa in Latino: se questi sono gli amici che avete...

http://blog.messainlatino.it/2009/12/l8-dicembre-smessa-gregoriana-celebrata.html

statene bene attenti!

Anonimo ha detto...

che c'entra?
il papa comunque deve imbracciare la scopa.

Anonimo ha detto...

La sua sensibilità verso il VO non ha alcun nesso con la sua disdicevole apologia di un indifendibile come p. Maciel. Che dire allora dell'ultra progressista (ex) vescovo Weakland?
Alessia

Raffaella ha detto...

Si', appunto!
Cerchiamo di non mischiare le carte in tavola!
Qui non c'entra nulla la liturgia, ma il diritto canonico e soprattutto l'obbedienza al Papa.
R.

SERAPHICUS ha detto...

Che articolo strampalato e confuso. Lunga vita a delle pseudocongetture tirate per i capelli.

Giovanni ha detto...

Per l'anonimo delle 9.17. Mi sta anche bene il confronto sulla base della liturgia celebrata, a patto però che si considerano anche i cardinali che celebrano solo con l'Ordo di Paolo VI. Che ne dice?

Anonimo ha detto...

X Giovanni: perfettamente d'accordo.
Il problema non e' antico o vetus ordo, sono le persone specifiche. Mi spiacerebbe che se venissero meno certi "alti prelati" tutto il movimento VO si sentisse travolto per questa causa.

Anonimo ha detto...

L'articolo sopra riportato è un grande assist per tutti i modernisti all'interno della Chiesa Cattolica.
Quegli stessi che fanno scrivere un bel commento - che è tutto un programma - sul pontificato di Benedetto XVI a Gad Lerner (Nigrizia, Comboniani).
Anche l'atteggiamento di questo blog, sopratutto con il giustizialismo espresso nei confronti dei Legionari, mi pare un'ottima sponda nei confronti di coloro (Vescovi e teologi) che rappresentano la vera fronda antagonista a Papa Benedetto.
Invito a riflettere sulla parabola evangelica dell'amministratore astuto dove si dice: "Ebbene, sappiate che il padrone (il signore) ammirò (lodò) l'amministratore disonesto, perché aveva agito con molta furbizia (avvedutezza, prudenza).
Così, gli uomini di questo mondo, nei loro rapporti con gli altri, sono più astuti dei figli della luce." (Lc 16 - 8)

Lo dico con sincera cordialità.

sam ha detto...

Concordo abbastanza con AB.
Altro che glasnost-trasparenza! Questo articolo mi pare abbia lo scopo di intorbidire ulteriormente le acque, mischiando capra e cavoli.
Ragioniamo: quanto può essere attendibile che uno come il Card.Canizares remi contro il Papa?
L'impressione è che, dal momento che il Papa si mostra inattaccabile, inalterabile, inespugnabile al mondo, l'attacco stia diventando a 360 gradi, coinvolgendo bravi e cattivi e alimentando la confusione, per fargli il vuoto attorno.
Infatti ultimamente i media hanno allentato l'attacco al Papa mentre contestualmente si sono moltiplicati attacchi a vari Cardinali.
Anche il più bravo di loro non è detto che abbia la santità del Papa per poter sopportare l'attacco senza capitolare nel trappolone in qualche modo.
Non credo che sia un caso che Benedetto XVI, che ha la vista mooooooooooooolto lunga, l'altro giorno abbia così fortemente richiamato e al contempo difeso l'importanza del Collegio cardinalizio intorno a sè.
Credo che noi che amiamo il Papa dobbiamo avere la prudenza,
disponendo peraltro solo di informazioni frammentarie e da fonti incerte e spesso inattendibili, di tenere il gioco del Papa e non quello dei media.
In questi giorni mi pare che la vicenda pedofilia venga strumentalizzata da tutte le parti, non solo per la lotta contro la Chiesa, ma anche per le lotte interne alla Chiesa - da destra e da sinistra - talora anche con retta intenzione, ma mai al di fuori e al di sopra delle parti. L'unico cui interessi realmente il problema e la soluzione della pedofilia nella Chiesa, in sè e per sè e non per cause seconde, pare sia il Santo Padre.

Raffaella ha detto...

Concordo con Sam!
E' giusto che leggiamo tutti gli articoli di questo tipo perche' dobbiamo essere preparati a difenderci dall'ondata di notizie che ci travolge.
R.

Anonimo ha detto...

Articolo di Gad su Nigrizia:
http://www.nigrizia.it/sito/opinioni_pagina.aspx?Id=9552&Module=1

No comment.

Raffaella ha detto...

Chissa' che cosa accadrebbe se anche uno solo di noi si permettesse di criticare anche un solo rabbino.
R.

Vatykanista ha detto...

Il 'settimo' è:


JULIAN HERRANZ Spagnolo, appartiene all'Opus Dei. Amico personale di José Maria Escrivà de Balaguer



(Il che dimostra ulteriormente che l'articolo ha una sua ben precisa 'agenda'..)

Anonimo ha detto...

Anche a me, Canizares mi sembra aldisopra d'ogni sospetto. Ma qua i vaticanisti spuntano come funghi. Peloso, che scrive anche sul Riformista, non è Rodari, mentre Ansaldo su Repubblica mi sembra più coscienzioso, a differenza di improvvisati come Statera. Il guaio è che noi qui scriviamo gratis mentre i giornali continuano a ricevere i contributi statali.Eufemia

Anonimo ha detto...

Condivido e sottoscrivo pienamente l'appello di messa in latino a non dare soldi ai comboniani.
Alessia

Vatykanista ha detto...

Un indizio in più per interpretare la canea attorno a Castrillon Hoyos:

"There will be a Solemn Pontifical Mass at the high altar of the Basilica of the National Shrine of the Immaculate Conception in Washington DC on Saturday, April 24, at 1 PM, offered by Cardinal Castrillon Hoyos. A historic event, since the high altar has not had such a Mass, it is believed, since the N.O. was established!"

Anonimo ha detto...

La omelia del card Rode pronunciata nel 2008 nel primo anniversario della scomparsa del padre Maciel è sorprendente e sconcertante. Come è stato possibile, quando ormai si sapeva gia moltissimo ed erano state accertate le gravissime responsabilita di Maciel, pronunciare tali parole? Chi ha coeprto per anni Maciel in Vaticano? Forse anche Rode? Certamente non Ratzinger!

Vatykanista ha detto...

Come si dice nella Settimana Enigmistica, basta "unire i puntini" :


"Celebrate the 5th Anniversary of Pope Benedict's Innauguration
The Pontifical Solemn Mass at the Basilica of the National Shrine
April 24, 2010 • 1PM "

http://www.pontificalmass.org/



cfr con.:

"The Survivors Network of those Abused by Priests

SNAP Press Release

Victims want Cardinal banned from high mass honoring Pope

He praised bishop convicted for concealing sex crimes

But he’s leading event at National Cathedral in DC

Pope and DC archbishop must oust him, group says

SNAP: “Honoring a prelate who unapologetically encourages law-breaking is wrong” "


http://www.snapnetwork.org/snap_press_releases/2010_press_releases/042010_victims_want_cardinal_banned_from_high_mass_honoring_pope.htm



[E questo al netto della quaestio sulle idee castrilloniane in se... Ma così va il mondo.]

Fabiola ha detto...

Attenzione:la "glasnost" non è una virtù teologale nè cardinale.
E' il nuovo tabù ideologico che il mondo tenta di imporre alla chiesa, che è cosa assai diversa dall'URSS di Gorbachev. Come scrive Ferrara "un modo di uccidere la chiesa e negarne la libertà".
Favorire le divisioni al suo interno è il modo più efficace per esorcizzarla. Anche quando si tenta trascinare il Papa sulle proprie posizioni opponendolo ai "suoi".
Ho una sola definizione per questo tipo di articoli: spazzatura, spero non riciclabile.

Anonimo ha detto...

Infatti già si stanno rivoltando, con grande risalto, contro il colombiano. Eufemia
PEDOFILIA: VITTIME CONTRO MESSA LATINA CASTRILLON WASHINGTON

(ANSA) - NEW YORK, 20 APR - L'associazione delle vittime di
abusi sessuali del clero Snap ha protestato contro l'invito
rivolto da un gruppo cattolico della capitale al Cardinale Dario
Castrillon Hoyos per celebrare sabato prossimo una messa in
latino in una delle chiese cattoliche piu' importanti di
Washington e degli Stati Uniti.
Il cardinale, che nove anni fa, quando era Prefetto per la
Congregazione del Clero, si ''congratulo''' con un vescovo
francese per non aver denunciato un prete accusato di abusi su
minori, dovrebbe guidare la prima ''messa solenne pontificale''
in onore di Papa Benedetto XVI nella grande Basilica del
National Shrine dell'Immacolata Concezione. La chiesa si trova
nel quadrante nord est di Washington. La messa e' organizzata
dal Paulus Institute, un gruppo nato tre anni fa ''per la
propagazione della sacra liturgia''.
Lo Snap ha annunciato di avere scritto al Papa e
all'arcivescovo di Washington Donald Wuerl per protestare per la
presenza di Cartillon e per chiedere di condannare le sue
affermazioni e di sostituirlo nella messa. (ANSA).

Anonimo ha detto...

Dopo il macello combinato dal Card. Dario Castrillon Hoyos come presidente della Ecclesia Dei, posta da B16 sotto la CdF l'anno scorso dopo tutto l'affaire Williamson, non considererei la presenza di DCH un "punto d'onore".

Anonimo ha detto...

E' già un miracolo che il potente SNAP non abbia contestato la messa in onore del Papa. Tutto sommato chiedono "solo" che venga sostituito il celebrante e che le sue affermazioni vengano censurate. Disgraziatemente da qualsiasi parte la si voglia vedere, la lettera del cardinale è stato un grave atto e le sue successive affermazioni di questi giorni più ancora.
Alessia

Anonimo ha detto...

Anonimo sulla messa in latino...

e quindi? A me non risulta che tutti gli altri insabbiatori, molestatori, siano grandi amanti della messa tridentina.
Stia attento, perché se si dovesse dividere i preti pedofili tra preti-tridentini e preti-aggiornamento, quelli dell'aggiornamento vincerebbero e di parecchio.

Anonimo ha detto...

Beh sinceramente, le parole e la lettera di Castrillon sono indifendibili, messa in latino o no; e le vittime hanno ragione a protestare. Io non credo che loro protestino contro la messa in latino ma contro il fatto che un cardinale, che ha lodato la copertura di un prete pedofilo da parte un vescovo e che si vanta di quest'azione, celebri una messa nella cattedrale.

Io pretenderei di più: la laicizzazione di Castrillon.
E io sono un grande ammiratore del VO, quindi non ho agende di demolizione del motu proprio da seguire!

jacu

Anonimo ha detto...

Con riferimento in particolare all'anonimo delle 9.17, direi che l'articolista mi pare Peloso di nome e di fatto...

Anonimo ha detto...

Laicizzare un Cardinale mi pare fantascienza... ma certo che se rimane a casa non fa un soldo di danno, viste le sue ultime "uscite".

Anonimo ha detto...

Il papa ha commesso un errore madornale a dare in pasto tutto alla stampa.Mi chiedo se si rende conto del danno tremendo e dello scoquasso provocato.
Mi sembra Clemente VII..smarrito e perduto!
Sono d'accordo col cardinale.

Raffaella ha detto...

Ma certo!
Teniamo tutto nascosto nelle soffitte (o nei sottotetti, magari...), nelle diocesi e nelle congregazioni!
Ma certo! Manteniamo la cultura del silenzio.
Se siamo a questo punto non e' certo colpa di Benedetto XVI che invece sta facendo opera di purificazione.
Ringraziamo il Santo Padre che non ha esitato un momento a prendersi sulle spalle un peso che non e' suo.
R.

Anonimo ha detto...

Anonimo delle 14.00: non mi pare che la visita a Malta abbia avuto manifestazioni di "sconquasso" nonostante abbiano cercato in molti modi di fomentare l'opinione pubblica sul tema.

Anonimo ha detto...

Alcune piccole considerazioni su questa ennesima “bella” prova di giornalismo.
1) Peloso appartiene all'ala più estrema del cosiddetto cattolicesimo democratico o progressista. Basta leggere il suo articolo sul caso Englaro dove tra l’altro affermava che il laicato cattolico, nel prendere le difese della vita, aveva dimostrato una "cieca obbedienza" ai Vescovi, e definiva la decretazione d'urgenza per salvare Eluana "la forma più alta di demagogia"
http://www.rassegna.it/articoli/2009/02/19/43083/cattolici-e-politica-la-fine-dellautonomia

2) Non si capisce da quali fonti Peloso tragga il suo elenco, visto che l'unico ad essersi espresso in favore della vecchia linea di opinione sull’opportunità delle denunce, tra quelli elencati, mi risulta il card. Castrillon.

3) Non mi risulta che Peloso fosse presente al Congresso di Murcia

4) Al Congresso hanno partecipato mi pare 17 cardinali in varie giornate, non solo alcuni citati da Peloso
http://www.ucam.edu/jp2/italiano/relatori

5) Al momento della relazione di Castrillon dalle foto risultano presenti non tutti i relatori ma solo il Card Rodé e il direttore del servizio giuridico della Conf Episc Spagnola Nieto.
http://catinfor.com/2010/04/16/cardenal-dario-castrillon-en-la-ucam-%e2%80%9cdos-grandes-amores-de-juan-pablo-ii-fueron-la-eucaristia-y-el-sacerdocio%e2%80%9d/

6) La fonte da cui è tratta la notizia degli applausi è Infocatolica, che però non ha mai parlato di un "lungo e liberatorio applauso", ma ha anzi specificato che solo una parte del pubblico ha applaudito (senza riferimento ad alcun Cardinale)
http://infocatolica.com/?t=noticia&cod=6092

7) Non si può confondere la difesa della Tradizione bimillenaria della Chiesa con il conservatorismo clericale, che significa solo conservare la prassi disciplinare degli ultimi cinquant’anni (che sono semmai stati dominati dal cosiddetto “spirito” postconciliare). Il conservatorismo clericale è certamente trasversale. Men che meno il clericalismo può essere associato a un rito piuttosto che a un altro. Basti pensare che tutti i nomi elencati celebrano nel 99% o nel 100% dei casi con Novus Ordo.

8) Nessuno dei cardinali elencati può essere definito propriamente un “tradizionalista” (nessuno fa parte della Fraternità San Pietro o dell’ICRSS), men che meno il card. Sodano o il card. Rylko. Rylko è tutt’altro che un fautore del Vetus Ordo. E’ anzi un sostenitore del Cammino Neocatecumenale, noto per celebrare con stile liturgico molto liberale e progressista, diametralmente opposto a quella “tradizionalista”
http://neocatecumenali.blogspot.com/2010/01/ryko-il-nuovo-stile-di-collaborazione.html
http://fidesetforma.blogspot.com/2009/06/chi-ha-paura-del-culto-divino.html

9) Durante lo stesso Congresso, al contrario di quello che dice Peloso, il Card. Canizares ha confermato e sostenuto la nuova linea del Pontefice
http://www.que.es/murcia/201004161237-cardenal-canizares-confirma-intencion-papa.html

Alberto

Anonimo ha detto...

@Anonimo

io immagino che si quasi impossibili laicizzare un cardinale (lo si protrebbe scomunicare), e non capisco perché: io mi vergogno da cattolico, da cristiano, che un principe della Chiesa, un apostolo di Gesù Cristo trovi normale che un vescovo nasconda e protegga un prete pedofilo alla giustizia.
Credo che se Benedetto XVI scomunicasse questa gentaglia, ci sarebbero pochi ad attaccarlo!
Jacu

Fabiola ha detto...

Grazie, Alberto.

Anonimo ha detto...

Alberto
a parte il congresso, la lettera di Castillon e il discorso di Rodé bastano ed avanzano.
Ma vi immaginate Gesù che difende un prete pedofilo, che loda un prete (anche se fondatore di un ordine ricco e di successo) che vive nel peccato, che violenta seminaristi ecc.?

Ma dai, questi cardinali, che io rispetto solo perché pur sempre cardinali, mi fanno vergognare e non riesco dare torto a chi attacca la Chiesa: perché essa, mentre il Papa lotta contro la pedofilia nel suo interno, mantiene nella sala dei comandi persone che lodano gli insabbiatori e i pedofili e i violentatori.
Poi ci lamentiamo che la gente ci chiama ipocriti!
Jacu

Anonimo ha detto...

"Dopo il Concilio Vaticano II, P. Maciel fu uno di quelli che lavoravano di più per la formazione del clero. Per lui è sempre stato un elemento centrale l’amore per Cristo, l’imitazione di Cristo. Ma dava molta importanza anche alla formazione umana. Lui voleva che il sacerdote fosse un cristiano ed un uomo esemplare."
Un passo dell'omelia di card. Rodè nel 2008!!

da Wikipedia s.v. Maciel Degollado: "Il 19 maggio 2006 fu sospeso a divinis dal prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, il cardinale William Joseph Levada, e gli fu imposta dalla Santa Sede una vita riservata di preghiera e di penitenza, e la rinuncia a ogni ministero pubblico come sanzione canonica per gli atti di pedofilia compiuti su seminaristi della sua congregazione e per averne successivamente assolti alcuni in confessione (cfr. paragrafo Il caso Maciel). La decisione fu approvata personalmente da papa Benedetto XVI."

Come fa il card. Rodé a lodare un uomo di chiesa sospeso a divinis due anni prima e costretto a ritirarsi per la sua vita scandolosa?
Non solo la vita di quest'uomo e scandalosa, ma che ci siano stati cardinali, che, nonostante si sapesse oramai tanto, ancora li lodavano pubblicamente!
Jacu

Anonimo ha detto...

Jacu,
io non ho in alcun modo difeso la lettera di Castrillon o men che meno il discorso di Rodé (che mi ha lasciato agghiacciato). Ti inviterei a non pensarlo neanche.
Ma quando si scrive un articolo bisogna riportare i fatti come sono e non come si vorrebbe che fossero. E se si insinua che Canizares ha applaudito con senso di liberazione (o altre cose del genere) e non è vero, non è vero e basta.
Alberto

Caterina63 ha detto...

Un commento pessimo quello del Secolo e che perde di vista un aspetto fondamentale: LA RISERVATEZZA anche delle vittime...

Senza dubbio la lettera del cardinale Hoyos è anomala rispetto al documento voluto dal Papa sul come procedere, ma da qui ad accusare questi prelati di REMARE CONTRO ce ne corre...è diffamazione!

Remare contro significa essere ERETICI...è ovvio che certi laici non conoscono affatto il costume della Chiesa, le sue modalità A REPRIMERE IL PECCATO MA A SALVAGUARDARE IL PECCATORE PERCHE' POSSA PRIMA PENTIRSI E GIUSTAMENTE ANCHE FARE PENITENZA PER CIO' CHE HA FATTO, ma sempre all'interno della Chiesa...e contro per altro, una giustizia umana che non tiene conto di chi è un sacerdote...

Se la lettera di Hoyos viene letta in questi parametri, pur non piacendo nel contesto attuale, si comprenderebbe però perchè ha optato questa soluzione, elogiando il vescovo che ha pagato con il proprio arresto e detenzione, lo sbaglio del prete che GLI ERA STATO AFFIDATO!

Attenzione al MORALISMO...la Chiesa REPRIME IL PECCATO ma è morale con i peccatori, non moralista...
il linguaggio ecclesiale NON è quello del mondo perchè il SACERDOTE NON E' PIU' UN UOMO COME GLI ALTRI....la reprimenda ecclesiale del Diritto Canonico è infatti assai più severa della legge degli uomini i quali risolverebbero il caso esclusivamente CON I SOLDI...pagando le vittime, il problema per loro sta tutto qui, ma per la Chiesa ci sono DUE ANIME DA SALVARE: QUELLA DELLA VITTIMA E QUELLA DEL PECCATORE!

Anonimo ha detto...

Scusate se me la prendo tanto a cuore, ma mi pare che questi uomini di Chiesa stiano vanificando tutta l'azione del Santo Padre: a voglia condannare la pedofilia, a voglia incontrare le vittime; se poi tocca leggere queste parole da membri della curia!
Jacu

quirinus ha detto...

Ma come si fa a credere a qualunque cosa scritta da un giornalaccio come il Secolo XIX che è stato tra i più attivi nell'attaccare il Papa e la Chiesa?

La tecnica da disinformazione sovietica è chiara: mischiare i nomi di quelli che si vogliono colpire in quanto nemici ideologici a quelli di altri contro i quali le accuse sono già circolate e perciò più credibili o verosimili: che i nemici del papa siano gli "ultraconservatori" fa ridere i polli. Basta quello per capire dove vanno a parare queste anime nere. Certe accuse da da certa stampa hanno la credibilità che avrebbe satana se andasse a dire a Nostro Signore che il suo peggior nemico è San Michele Arcangelo!

Anonimo ha detto...

@Caterina63

Il prete pedofilo si può benissimo pentire anche in carcere, come tutti gli altri.
O il vescovo avrebbe coperto anche un laico?
Ma il vescovo non è solo il pastore dei preti, ma di tutti i membri della sua comunità, soprattutto i più deboli: a loro deve andare la sua attenzione maggiore.
Se il pastore (vescovo) copre e protegge coloro che dovrebbero aiutarlo nel pascere il gregge e invece fanno violenza al gregge, che pastore è? Non si merita il disprezzo del gregge?
Jacu

Syriacus ha detto...

Grazie, Alberto!

Luisa ha detto...

Pessimo articolo!
Ringrazio Alberto , sottoscrivo in toto il suo commento.

Anonimo ha detto...

L'omelia di Rodé fa venire i brividi. L'unica consolazione è che ha già passato i 75 anni e potrebbe essere "pensionato" presto.
Riguardo a Castrillon basta la "smentita" di linea data dallo stesso P. Lombardi qualche giorno fa per chiarire le cose:
http://paparatzinger3-blograffaella.blogspot.com/2010/04/dichiarazione-di-padre-lombardi.html
Tra Williamson prima e Pican poi non e' che stia facendo delle belle figure.

Vatykanista ha detto...

Sbaglio, o la scivolosa omelia del buon Rodé è stata rimossa dal sito dei Legionari? (Si trova solo con la cache di Google, mi pare).

Raffaella ha detto...

Confermo! L'omelia e' stata rimossa!
R.

Anonimo ha detto...

Pagina rimossa, Vatykanista!
E' evidente che il blog della carissima Raffaella è sempre più sotto osservazione...:-))
Alberto

Anonimo ha detto...

Forse a tutti è sfuggita una motivazione nascosta e subdola di questi attacchi mediatici al Santo Padre e ad alcuni esponenti della Curia Vaticana. Non sbaglierei se dicessi: "sì, è vero, dietro a questo vi è la longa manus di alcuni curiali, che dall'interno cercano di aumentare il caos provocato dall'esterno!" Per quale motivo?
PER RITARDARE ALCUNE SOSTITUZIONI FONDAMENTALI DELLA CURIA STESSA!
E' dallo scorso anno che attendiamo la nomina del nuovo Prefetto della Congr. per i vescovi, che ha un peso non indifferente nella scelta del futuro episcopato della nostra Chiesa; quando sarà nominato il nuovo Prefetto della Cong. per il clero? Quando, invece, il nuovo Presidente del pont. Consiglio per l'Unità da cui dipende la Commissione per il Dialogo con l'Ebraismo?...
mi fermo qui per lasciarvi meditare.
L'articolo di Peloso, come altri del genere, non fanno altro che frenare e frenare e frenare il repulisti che il Papa vorrebbe fare! NON E' FORSE VERO CHE E' IN ATTO QUESTA STRATEGIA???
AB

Luisa ha detto...

Dunque c`è una glasnost che vuole Papa Benedetto e ci sono dei cardinali che la contestano.
Che ci siano cardinali che ostacolano l`azione di Benedetto XVI non è una novità, ma fino ad ora era il fronte modernista e progressista ad essere "concerné", vedi ad esempio Summorum Pontificum e la riforma della riforma liturgica.
Poi, se ci tuffiamo nella logica del giornalista, risulta che Papa Benedetto è un tradizionalista, visto che Canizarès era chiamato piccolo Ratzinger perchè tradizionalista, dunque i tradizionalisti andrebbero contro loro stessi...una logica imparabile.
Mettere poi sullo stesso piano i card. Canizarès, Herranz e mons.Bruguès con il card. Rylko, che è tutto salvo che tradizionalista e conservatore, è semplicemente ridicolo e denota o una malafede evidente o una grande ignoranza, o tutte due le cose.
Ah, Monsignor Bruguès, per il giornalista un grande conservatore, con anche lui il difetto di essere un ratzingeriano cristallino ma che, seguendo la logica del giornalista, si porrebbe contro il Papa, aveva detto ai rettori dei seminari pontifici:
Mi è stato raccontato il caso d'un seminario francese in cui le adorazioni del Santissimo Sacramento erano state bandite da una buona ventina d'anni, perché giudicate troppo devozionali: i seminaristi nuovi hanno dovuto battersi per parecchi anni per il loro ristabilimento, mentre alcuni formatori hanno preferito dare le dimissioni davanti a ciò che giudicavano come un "ritorno al passato"; cedendo alle richieste dei più giovani, avevano l'impressione di rinnegare ciò per cui si erano battuti per tutta la vita"

http://paparatzinger2-blograffaella.blogspot.com/2009/06/mons-jean-louis-brugues-formazione

sam ha detto...

@ Jacu, Alessia e Raffaella.

Posso chiedervi in maniera franca e diretta se voi ritenete che la sacrosanta guerra alla pedofilia giustifichi persino il tradimento del segreto confessionale?

Mi piacerebbe sapere cosa ne pensa Papa Bendetto di quella lettera e se la tempestiva precisazione di Lombardi è stata concordata o è farina del sacco gesuita.

Raffaella ha detto...

Questa e' la domanda fondamentale, cara Sam!
No, il segreto confessionale non puo' e non deve essere violato.
Per questo credo che sia giusto andare nella direzione indicata da Mons. Scicluna: bisogna convincere le vittime a denunciare in prima persona gli abusi.
Ovviamente i vescovi devono garantire la massima collaborazione con le autorita', ma non si puo' chiedere loro di violare il segreto confessionale, cosi' come non lo si chiederebbe ad un avvocato o ad un medico.
R.

sam ha detto...

Ma c'è una differenza abissale tra il segreto/sigillo professionale e il sigillo/sigillo confessionale che è sacramentale. Il primo nei casi di eccezionale gravità può essere legittimamente violato, il secondo no, in nessun caso e con nessuna eccezione.
Ne parla espressamente il Catechismo della Chiesa Cattolica.
Per questo è importante capire se la lettera di Hoyos si riferiva alla difesa dei pedofili e dell'immagine della Chiesa, come potrebbe apparire dalle interpretazioni dei media e di Lombardi, o piuttosto alla difesa ad oltranza del sigillo confessionale, indipendentemente da quale fosse il peccato del sacerdote che al suo vescovo si chiedeva di denunciare.
Chi può sapere poi se quel vescovo che è andato persino in galera per fedeltà al sigillo confessionale, non abbia cercato di spingere il prete a costituirsi e non lo abbia rimosso da qualsiasi incarico "esposto"? Io non lo so e voi?

Dal Catechismo della Chiesa Cattolica:

1467 Data la delicatezza e la grandezza di questo ministero e il rispetto dovuto alle persone, la Chiesa dichiara che ogni sacerdote che ascolta le confessioni è obbligato, sotto pene molto severe, a mantenere un segreto assoluto riguardo ai peccati che i suoi penitenti gli hanno confessato [Cf ⇒ Codice di Diritto Canonico, 1388, 1; Corpus Canonum Ecclesiarum Orientalium, 1456]. Non gli è lecito parlare neppure di quanto viene a conoscere, attraverso la confessione, della vita dei penitenti. Questo segreto, che non ammette eccezioni, si chiama il “sigillo sacramentale”, poiché ciò che il penitente ha manifestato al sacerdote rimane “sigillato” dal sacramento.

IV. Il rispetto della verità

2488 Il diritto alla comunicazione della verità non è incondizionato. Ognuno deve conformare la propria vita al precetto evangelico dell'amore fraterno. Questo richiede, nelle situazioni concrete, che si vagli se sia opportuno o no rivelare la verità a chi la domanda.

2489 La carità e il rispetto della verità devono suggerire la risposta ad ogni richiesta di informazione o di comunicazione. Il bene e la sicurezza altrui, il rispetto della vita privata, il bene comune sono motivi sufficienti per tacere ciò che è opportuno non sia conosciuto, oppure per usare un linguaggio discreto. Il dovere di evitare lo scandalo spesso esige una discrezione rigorosa. Nessuno è tenuto a palesare la verità a chi non ha il diritto di conoscerla [Cf ⇒ Sir 27,16; ⇒ Pr 25,9-10 ].

2490 Il segreto del sacramento della Riconciliazione è sacro, e non può essere violato per nessun motivo. “Il sigillo sacramentale è inviolabile; pertanto non è assolutamente lecito al confessore tradire anche solo in parte il penitente con parole o in qualunque altro modo e per quasiasi causa” [⇒ Codice di Diritto Canonico, 983, 1].

2491 I segreti professionali - di cui sono in possesso, per esempio, uomini politici, militari, medici e giuristi - o le confidenze fatte sotto il sigillo del segreto, devono essere serbati, tranne i casi eccezionali in cui la custodia del segreto dovesse causare a chi li confida, a chi ne viene messo a parte, o a terzi danni molto gravi ed evitabili soltanto mediante la divulgazione della verità. Le informazioni private dannose per altri, anche se non sono state confidate sotto il sigillo del segreto, non devono essere divulgate senza un motivo grave e proporzionato.

2492 Ciascuno deve osservare il giusto riserbo riguardo alla vita privata delle persone. I responsabili della comunicazione devono mantenere un giusto equilibrio tra le esigenze del bene comune e il rispetto dei diritti particolari. L'ingerenza dell'informazione nella vita privata di persone impegnate in un'attività politica o pubblica è da condannare nella misura in cui viola la loro intimità e la loro libertà.

Anonimo ha detto...

Cache di Google:

http://209.85.129.132/search?q=cache:yNbGEOhZoXUJ:www.regnumchristi.org/italiano/articulos/articulo.phtml%3Fid%3D20048%26se%3D359%26ca%3D84%26te%3D782+FRANC+ROD%C9+legionari+di+cristo&cd=2&hl=it&ct=clnk

sam ha detto...

O come dici tu, carissima, chi può sapere se quel Vescovo non abbia cercato di farla emergere per altre vie, ad esempio, attraverso le vittime?
Ma se le vittime non si sono manifestate, non può essere lui ad andare da loro senza tradire il sigillo e non è detto che il pedofilo abbia rivelato il nome delle vittime...
Quindi per un vescovo che sappia la cosa in confessione direttamente dal reo, ma non dalle vittime, diventa davvero difficile far punire il colpevole.
Al massimo può prendere provvedimenti interni e mandarlo in clausura.
E' anche vero che un Prete che si autodenuncia di pedofilia al suo Vescovo dimostra di essere seriamente intenzionato a rimuovere in qualsiasi modo il suo peccato e la sua tendenza che deve pesargli come un macigno.
A maggior ragione il Vescovo che lo "abbia in cura" non lo denuncerà.
Non ho dati, ma così a occhio, credo che il sigillo confessionale possa essere stata la via che ha permesso ad alcuni pedofili di redimersi con la potenza della grazia o quantomeno di convincersi ad autoinibirsi con i farmaci, in un campo in cui la stessa psichiatria ammette di non avere soluzioni.
Se si mina il sigillo, credo che nessun prete pedofilo andrà mai più a confessarsi e questo non sarà un bene per lui e ancor meno - questo è il punto - per le sue vittime.

Anonimo ha detto...

AB:
segnalavi proprio nel primo commento "ricostruzione alquanto fantastica".
Puo' anche essere.
Ma il commento del giornalista su Rode' non mi pare sia stato tanto "fantastico": se avesse avuto sottomano l'omelia ai Legionari sarebbe venuto fuori qualcosa di ben piu' pesante.
Il fatto che sia stata rimossa dal sito dei Legionari non e' qualcosa che depone a favore di Rode'. Grazie alla cache di Google la si puo' ancora leggere (e magari salvare in pdf a futura memoria).
Ed e' tuttaltro che un "freno" al "repulisti", come lo chiami tu.
C'e' solo bisogno di una bella dose di preghiere in piu' per il Santo Padre perche' possa nominare persone sagge per questi ruoli cosi' delicati.

sam ha detto...

@jaku

Il Vescovo dovrebbe andare in galera anche per non tradire il sigillo confessionale di un qualsiasi pedofilo laico, non solo di un Sacerdote.

Luisa ha detto...

Se può servire, per quel che riguarda Mons. Pican e la sua non-denuncia:

Il sacerdote pedofilo è stato condannato nel 2000 a 18 anni di reclusione, quando dunque il vescovo era solo responsabile, e non la CDF.
Mons. Pican, che dunque non era ancora sottomesso alla De Delictis Gravioribus, avvertito dal suo vicario che aveva ricevuto la confessione del sacerdote, ha convocato il sacerdote e ha scelto in seguito di non denunciare, ha suggerito psicoterapia e ha spostato il sacerdote.
Mons.Pican è stato in seguito condannato, nel settembre 2001, a 3 mesi con la condizionale.

http://archiviostorico.corriere.it/2001/giugno/15/Copri_prete_pedofilo_vescovo_sotto_co_0_0106159060.shtml

mattax ha detto...

A me sembra un'esagerazione una reazione così a giudicare dai commenti. E' solo un appello alla semplicità delle cose, alla semplicità di Dio. E' una invocazione alla mitezza dei cuori per affidare tutto a Cristo. Non sto scherzando, ma questa complessa reazione, mi delude. Stiamo sereni, io cerco di esserlo e spesso non ci riesco per la mia Croce. Per dire che lo chiedo umilmente a voi, ma io sono il primo a dover rispettare quello che dico. Spero di essere stato chiaro e di non essermi incartocciato. Comunque è tutta Grazia di Dio.

Abbracci, Matteo.

Anonimo ha detto...

Alberto, il sito da cui trai informazioni "affidabili" sui neocatecumenali è un blog palesemente tematico e contrario... se bisogna formarsi un'opinione, conviene farlo su fonti in buona fede, non ti pare? altrimenti tanto vale chiedere a Ezio Mauro o a Vito Mancuso, quando si vuole sapere cosa pensa il Papa