giovedì 24 dicembre 2009

Nota di Padre Lombardi: il commento di Andrea Tornielli


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Roma
Il via libera di Benedetto XVI alla beatificazione di Pio XII non intende in alcun modo «limitare la discussione» su di lui perché la Chiesa, quando beatifica «un suo figlio», non «celebra» le particolari opzioni storiche che ha compiuto. Lo ha precisato ieri, in una lunga nota, il direttore della Sala Stampa vaticana, padre Federico Lombardi, per mandare un segnale distensivo alla comunità ebraica in vista della visita che Ratzinger compirà alla Sinagoga di Roma il 17 gennaio. Un segnale apprezzato dal mondo ebraico sia in Italia che all’estero.
Il portavoce vaticano ha espresso comprensione per l’alta sensibilità del pubblico ebraico rispetto a tutto ciò che riguarda l’Olocausto e ha spiegato che quando il Pontefice firma un decreto sulle «virtù eroiche» di una persona per la quale è stata introdotta la causa di beatificazione, conferma la valutazione positiva e attentamente vagliata della Congregazione delle cause dei santi, attestando che «il candidato ha vissuto in modo eminente le virtù cristiane e ha manifestato la sua fede, la sua speranza, la sua carità, in grado superiore a ciò che si attende normalmente dai fedeli». Naturalmente «si tiene conto in questa valutazione delle circostanze in cui la persona ha vissuto», ma la valutazione «riguarda essenzialmente la testimonianza di vita cristiana data dalla persona, il suo intenso rapporto con Dio e la continua ricerca della perfezione evangelica» e non la valutazione «della portata storica di tutte le sue scelte operative».
Come affermò nel settembre 2000 Giovanni Paolo II, beatificando Pio IX – il Papa discusso per il suo atteggiamento verso il Risorgimento – «ogni santo non è sottratto ai limiti e condizionamenti propri della nostra umanità. Beatificando un suo figlio, la Chiesa non celebra particolari opzioni storiche da lui compiute». Dunque, spiega Lombardi, la firma di Ratzinger «non intende minimamente limitare la discussione circa le scelte concrete compiute da Pio XII nella situazione in cui si trovava». Il portavoce della Santa Sede ribadisce il giudizio della Chiesa sulla prudenza tenuta da Papa Pacelli negli interventi pubblici, una scelta compiuta, «con la pura intenzione di svolgere al meglio» il suo servizio «di altissima e drammatica responsabilità»; e non manca di ricordare «l’attenzione e la preoccupazione di Pio XII per la sorte degli ebrei», peraltro «largamente testimoniate e riconosciute» anche da molti israeliti. Ma «la ricerca e la valutazione degli storici nel loro campo specifico» rimane aperta. Occorreranno peraltro ancora alcuni anni per terminare il lavoro di catalogazione delle carte relative al pontificato pacelliano rendendoli consultabili agli studiosi, anche se ben dodici volumi di quei documenti sono già pubblicati da molti anni. Lombardi precisa quindi che la promulgazione congiunta dei decreti riguardanti Pacelli e Wojtyla non significa un collegamento tra i due processi, che non saranno abbinati e seguiranno ciascuno il proprio iter. «Non vi è quindi nessun motivo di ipotizzare un’eventuale beatificazione contemporanea». Infine, ricordando «le disposizioni di grande amicizia e rispetto» di Benedetto XVI verso il popolo ebraico, smentisce che la firma del decreto su Pio XII possa essere letta «come un atto ostile contro il popolo ebraico».
Positive le prime reazioni ebraiche. Il rabbino capo di Roma, Riccardo Di Segni, apprezza «la tempestività e l’attenzione del Vaticano» e giudica la nota «un opportuno segnale distensivo»: «Sono importanti sia la distinzione dell'aspetto religioso della questione da quello storico, sia la precisazione che la causa di beatificazione avrà un suo iter indipendente. Certamente rimane aperta e controversa la valutazione storica, ma è rilevante la comprensione vaticana della richiesta di avere aperte tutte le possibilita di ricerca». Anche il rabbino israeliano David Rosen, tra i primi a criticare il via libera alla beatificazione di Pacelli, ha espresso apprezzamento per la nota vaticana.

© Copyright Il Giornale, 24 dicembre 2009 consultabile online anche qui.

5 commenti:

SERAPHICUS ha detto...

Non è un "commento", ma un rimasticare delle parole di Lombardi (che avrebbero tanto bisogno di essere "commentato").

Anonimo ha detto...

Ma che simpaticone il Rabbino Laras, ma che pacificatore: 24/12/2009 (7:13) - INTERVISTA
Laras: "Un danno per il dialogo
invitare Ratzinger"
http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200912articoli/50655girata.asp
Raffa, mi spiace ma non riesco a provare sentimenti di compassione e perdono, perchè è questo che noi cattolici dovremmo provare per un simile individuo, ma solo una profonda ostilità. Mi spiace.
Alessia

mariateresa ha detto...

L'intervista di Laras è la riprova che il mondo ebraico non è un monolite. Lui, e per chi la pensa come lui, il massimo che si poteva concedere è avvenuto nella visista di GPII perchè si poteva enfatizzare il fatto delle scuse , ecc. Poi GPII non era tedesco. Questo non viene detto ma lo si capisce. L'intervista di Laras non fa che confermarmi nella mia opinione: il Papa tiene il punto.
Se si vuole fare di questa visita una prova di buona volontà i margini ci sono. Sennò è sempre possibile creare l'incidente. Ma io ho fiducia in papa Benedetto anche di fronte a un ipotetico incidente.

Anonimo ha detto...

Per onestà segnalo la assai più moderata intervista rilasciata dallo stesso a OLR su rep.
La verità sulle parole del rabbino sta forse nel mezzo? Questo comunque non sposta di una virgola il giudizio poco benevolo sulla persona.
Alessia

massimo ha detto...

verissimo che il mondo ebraico,sia quello religioso,sia quello solo antropologico-culturale non è un monilita,infatti in queste ore molti rabbinati sparsi per il mondo o molti singoli Ebrei colti e istruiti non sono d'accordo con Laras o Segni o quelli che continuamente cercano di condizionare e criticare l'operato della santa sede,esprimono il loro giudizio du Pio XII in maniera diamentralmente opposta(vedi il rabbino americano David Dalin).
bene allora mi faccio una domanda:perchè queste voci non trovano spazio e non sono riportate dalla stampa laica e dai giornaloni laicisti ?
non è che c'è malafede e ideologismo da parte di certa stampa e media?
signori miei,giornalisti laici e laicisti,editori vari che avete davanti a voi questi giornalisti,in ginocchio e li pagate,credete davvero che noi cattolici siamo tutti "cucchi" e non sappiamo trovare notizie "altre" ? credete davvero di farcela bere e che non sappiamo leggere un giornale inglese e farci uan rassegna stampa ? ma lo sapete che esiste internet?
ma smettetela di prenderci per dei deficenti e per i fondelli ! abbiate la decenza del rispetto, almeno.
buon Natale.........Massimo.