venerdì 12 marzo 2010

Verso una doppia disciplina del celibato? Il commento di Luigi Accattoli


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Su segnalazione di Eufemia leggiamo:

Verso una doppia disciplina del celibato

di Luigi Accattoli

Lo tsunami pedofilia è uno dei fattori che probabilmente porteranno la Chiesa Cattolica latina a rivedere la legge del celibato ecclesiastico: si può immaginare il passaggio graduale a una disciplina mista, con un clero celibatario e uno sposato, quale vige da sempre nelle Chiese Orientali comprese quelle cattoliche e quale è stata prevista da papa Benedetto XVI — la decisione è dello scorso autunno — per gli «ordinariati» in cui confluiranno gli anglicani che stanno trattando il loro passaggio alla Chiesa di Roma.
Lo scandalo dei preti pedofili non è tra i fattori più importanti che potrebbero determinare questo passaggio.
Vengono prima la diminuzione numerica del clero che non pare destinata ad attenuarsi, il fenomeno del concubinato — e persino del concubinato poligamico— in buona parte del clero africano e la sempre più frequente convivenza sullo stesso territorio di comunità cattoliche che conoscono il solo clero celibe con quelle orientali e con quelle «già anglicane» che dispongono della disciplina mista. Nessuno si illude — nella Chiesa Cattolica — che lo scandalo pedofilia riduca il fragore con cui domina ormai da sette anni l'informazione religiosa del Nord del mondo.
Quel fragore è anzi destinato a crescere con l'estendersi dell'esperienza delle denunce — da parte di
chi ne fu vittima— dall'America all'Europa e domani, si può prevedere, dall'Europa del Nord e centrale a quella latina.
La politica della trasparenza adottata dalle Chiese locali su sollecitazione di papa Benedetto potrà mettere in chiaro che non vigono più le regole di riservatezza che in passato e anche recentemente hanno dato luogo a proteste dei tribunali e di organi inquirenti costituiti dalle autorità civili per la «non collaborazione» degli ambienti ecclesiastici.
Ora collaborano e non è vero — come si viene ripetendo nonostante ogni smentita ufficiale e ufficiosa — che il documento del 2001 che ha la firma del cardinale Ratzinger e si intitola De delictis gravioribus sia responsabile della copertura che si intende denunciare: esso è stato anzi una pietra miliare nell'adozione della politica della trasparenza.
Di quella politica si videro i primi segni in occasione del viaggio negli Usa di Benedetto XVI nella primavera del 2008 e poi in quello a Sidney del luglio dello stesso anno. A Washington e a Sydney il papa incontrò le vittime degli abusi e affermò — soprattutto a Sydney— che i colpevoli andavano processati e che la Chiesa avrebbe collaborato con i tribunali civili. Il caso tedesco sta portando a pienezza l'atteggiamento della collaborazione. Si vedrà la bontà del rimedio ma resterà il danno di immagine dello scandalo.
Ne varrà granché la giustissima rilevazione che la pedofilia è di tutti ma l'accusa viene rivolta solo alla Chiesa Cattolica. C'è intanto la rilevanza imparagonabile dell'istituzione cattolica: anche quando tutte le Chiese cristiane si oppongono alla guerra all’Iraq, i titoli vengono dedicati, quasi esclusivamente, all’opposizione svolta dal Papa. Lo stesso avviene con gli scandali.
In più vi è il pregiudizio anticattolico di ambienti nazionali a confessione mista, come sono gli Usa, la Gran Bretagna, l'Australia, la Germania, l'Olanda per citare i paesi dove la mira sulla Chiesa cattolica è stata più decisa.
Gli ambienti ecclesiastici sostengono che il celibato non c'entra con la pedofilia e hanno ragione di respingere l'ipotesi di un'influenza diretta, ma non si può ragionevolmente negare un'influenza indiretta sui criteri di selezione dei futuri sacerdoti: l'impossibilità di ordinare uomini sposati induce i vescovi a largheggiare nell’ammettere all’ordinazione candidati di dubbia maturità affettiva, che verrebbero respinti se ci fossero alternative per fornire sacerdoti alle parrocchie. Né va trascurato l'influsso che la lunga convivenza, negli anni della formazione, con soli coetanei maschi può esercitare su soggetti di incerto equilibrio psicologico che la penuria di candidati induce a tollerare.

© Copyright Corriere della sera, 12 marzo 2010 consultabile online anche qui.

10 commenti:

Anonimo ha detto...

Mi sembra che Accattoli sia superato da quanto ha detto oggi il Pontefice... Oltretutto, i vaticanisti dovrebbero smetterla di scrivere pezzi sui loro (o di qualche alto papavero rosso) desideri e limitarsi ai fatti. I fatti dicono che al momento il celibato non è in discussione. Punto. Luca M.

Maria R. ha detto...

Quoto Luca. Mi pare azzardato fare previsioni di questo tipo. La conclusione del pezzo poi, lascia intendere l'idea (trita e ritrita) di una Chiesa che "scende" a compromessi pur di avere "i numeri".

Anonimo ha detto...

Non credo che i "preti sposati" possano costituire un esempio di totale dedizione a Dio ed al prossimo. Semmai la Chiesa Cattolica potrebbe prendere in considerazione la concessione del presbiteriato ad uomini sposati, che verso i 45 anni, ottenuto il pieno consenso da moglie e figli, accettino di dedicarsi totalmente alla missione sacerdotale, rinunciando definitivamente ad ogni debolezza sessuale o sentimentale. Credo che qualche "kamikaze", tra le famiglie cristiane, si possa trovare. Forse il caso di S. Pietro è uno di questi: sposato, probabilmente con il pieno consenso della moglie, decide di seguire il Maestro, abbandonando la vita coniugale e sessuale, per servire interamente Cristo.

Anonimo ha detto...

Grazie, Maria. E poi, siamo sicuri che rendere facoltativo il celibato aumenterebbe le vocazioni sacerdotali? Io penso proprio di no. Luca M.

Ildefonso ha detto...

no comment

Anonimo ha detto...

Mt 19, 10-12 Gli dissero i discepoli: "Se questa è la condizione dell'uomo rispetto alla donna, non conviene sposarsi". Egli rispose loro: "Non tutti possono capirlo, ma solo coloro ai quali è stato concesso. Vi sono infatti eunuchi che sono nati così dal ventre della madre; ve ne sono alcuni che sono stati resi eunuchi dagli uomini, e vi sono altri che si sono fatti eunuchi per il regno dei cieli. Chi può capire, capisca".
Rm 8, 5: Quelli infatti che vivono secondo la carne, pensano alle cose della carne; quelli invece che vivono secondo lo Spirito, alle cose dello Spirito.
Gal 2,20: non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me

Accattoli dica quello che vuole.
Alberto

Anonimo ha detto...

anche questo articolo parte quindi dall'assunto che tra celibato sacerdotale e pedofilia vi sia un rapporto di causa-effetto...

Anonimo ha detto...

quoto in pieno alberto. C'è sempre il vangelo che dice il contrario.

Max

gemma ha detto...

e dei pedofili non sacerdoti cattolici e non celibi la società cosa pensa di fare? E' problema che non interessa? La verità è che tutte le volte che l'uomo non è in grado di rispettare impegni, regole, giuramenti, anzichè interrogarsi sul perchè e lavorando su se stesso cercare di porre un rimedio alla propria incoerenza, si appella al cambiamento o all'abolizione delle regole. Il problema tra l'altro qui non è l'incapacità di mantenere la castità, ma l'interesse morboso per i ragazzini. Nei confronti della chiesa, ci si aggrappa al celibato, spero che nella società non si arrivi a proporre l'abolizione del reato o ad inventarsi l'escamotage del consenso da parte del bambino.

Caterina63 ha detto...

Accattoli ha detto esattamente il contrario di quanto ha espresso il Papa proprio stamani sul valore della FEDELTA'...

Questo genere di previsioni getta solo scompiglio e confusione fra i semplici che non seguono queste discussioni ma si fidano del nome "Accattoli"....

Mi chiedo se Accattoli non sia forse dalla parte dei catto-progressisti che sognerebbero proprio, ma che strana coincidenza, le sue previsioni...peccato che non siano nè il progetto della Chiesa, nè il pensiero del Pontefice...