domenica 24 gennaio 2010

Ratzinger, il cyber-Papa: Lo spazio sconfinato e virtuale del Web offre ai preti «prospettive sempre nuove» (Tornielli)


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Il Papa: "Ai Presbiteri è richiesta la capacità di essere presenti nel mondo digitale nella costante fedeltà al messaggio evangelico, per esercitare il proprio ruolo di animatori di comunità che si esprimono ormai, sempre più spesso, attraverso le tante "voci" scaturite dal mondo digitale, ed annunciare il Vangelo avvalendosi, accanto agli strumenti tradizionali, dell'apporto di quella nuova generazione di audiovisivi (foto, video, animazioni, blog, siti web), che rappresentano inedite occasioni di dialogo e utili mezzi anche per l'evangelizzazione e la catechesi" (Messaggio)

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di Andrea Tornielli

Lo spazio sconfinato e virtuale del Web offre ai preti «prospettive sempre nuove» e può diventare terreno privilegiato per rivolgersi ai non credenti, a coloro che sono ancora alla ricerca di Dio. Lo scrive Benedetto XVI nel messaggio per la 44ª Giornata delle comunicazioni sociali, che si celebrerà il prossimo maggio. «Il sacerdote e la pastorale nel mondo digitale: i nuovi media al servizio della Parola» è il titolo scelto quest’anno.
«Una pastorale nel mondo digitale – spiega il Papa – è chiamata a tener conto anche di quanti non credono, sono sfiduciati ed hanno nel cuore desideri di assoluto e di verità non caduche, dal momento che i nuovi mezzi consentono di entrare in contatto con credenti di ogni religione, con non credenti e persone di ogni cultura». Ratzinger quindi spiega che, come il profeta Isaia immaginò una casa di preghiera per tutti i popoli, «è forse possibile ipotizzare che il web possa fare spazio – come il “cortile dei Gentili” del Tempio di Gerusalemme – anche a coloro per i quali Dio è ancora uno sconosciuto?». «Lo sviluppo delle nuove tecnologie e, nella sua dimensione complessiva, tutto il mondo digitale – osserva il Pontefice – rappresentano una grande risorsa per l’umanità nel suo insieme e per l’uomo nella singolarità del suo essere e uno stimolo per il confronto e il dialogo. Ma essi sono anche «una grande opportunità per i credenti. Nessuna strada, infatti, può e deve essere preclusa a chi, nel nome del Cristo risorto, si impegna a farsi sempre più prossimo all’uomo».
Benedetto XVI si rivolge direttamente ai sacerdoti, invitandoli a questa nuova forma di evangelizzazione: «Per esercitare il proprio ruolo di animatore di comunità», il prete deve prendere coscienza che gli stessi credenti «si esprimono ormai, sempre più spesso, attraverso le tante voci scaturite dal mondo digitale». Da qui la necessità di «annunciare il Vangelo avvalendosi, accanto agli strumenti tradizionali dell’apporto di quella nuova generazione di audiovisivi (foto, video, animazioni, blog, siti web), che rappresentano inedite occasioni di dialogo e utili mezzi anche per l’evangelizzazione e la catechesi». Ratzinger ha anche affermato che il mondo mediatico e il Web non sono soltanto «spazi da occupare», ma luoghi dove «promuovere una cultura di rispetto per la dignità e il valore della persona umana».
Durante la conferenza stampa di presentazione del messaggio l’arcivescovo Claudio Maria Celli, presidente del Pontificio consiglio per le comunicazioni sociali, ha detto che «in Cina si stanno diffondendo, nonostante tutto, molti siti cattolici», e sulle polemiche di questi giorni tra Washington e Pechino su Google e la censura ha aggiunto: «Credo che non si possa pensare di interrompere il flusso di informazioni che, in un modo o nell’altro, arriva ormai ovunque».

© Copyright Il Giornale, 24 gennaio 2010 consultabile online anche qui.

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