lunedì 1 marzo 2010

Dal Papa appello per i cristiani in Iraq (Giansoldati)


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di FRANCA GIANSOLDATI

CITTA’ DEL VATICANO

E’ bastata la vista di un cerottino, di quelli piccoli e tondi che si usano per tamponare le micro ferite da rasoio, per scatenare l’allarme sulla salute del Papa. Se non fosse stato per i potenti obiettivi dei fotografi, nessuno si sarebbe accorto di quel particolare sul suo zigomo destro quando ieri a mezzogiorno, Benedetto XVI sorridente e in forma, si è affacciato sulla piazza per la recita dell’Angelus e per uno dei più accorati appelli a favore dei cristiani in Iraq.
In Vaticano sono subito intervenuti per fermare il tam tam allarmistico e rassicurare.
Insomma, anche a un pontefice può capitare di essere un po’ maldestro facendosi la barba. «E’ una sciocchezza».
Se i fedeli in piazza san Pietro non hanno avuto modo di accorgersi di quel banale cerottino, sono però tutti rimasti colpiti dal tono col quale il Papa ha chiesto al governo di Baghdad e alla comunità internazionale di non abbandonare la comunità caldea, nel mirino dei fondamentalisti. Di appelli per il futuro (molto incerto) dei cristiani in Iraq, Papa Ratzinger ne aveva fatti tanti in questi anni, ma mai così forti come quello che si è sentito ieri. «Bisogna ripristinare la sicurezza». Implicitamente ha denunciato l’immobilismo del governo Maliki che si era impegnato a garantire la sicurezza alle minoranze religiose. Nonostante la «delicata fase politica che sta attraversando l’Iraq» spetta a chi governa a compiere «ogni sforzo per ridare sicurezza alla popolazione e, in particolare, alle minoranze religiose più vulnerabili». In piazza, mescolati tra la folla, erano presenti una cinquantina di iracheni, con tanto di striscioni inneggianti alla libertà religiosa. Un diritto a loro conculcato. Benedetto XVI ha manifestato «profonda tristezza» per «le tragiche notizie delle recenti uccisioni di alcuni cristiani nella città di Mossul». Ma gli episodi di violenza sono ormai all’ordine del giorno. Ed è uno stillicidio di notizie negative.

© Copyright Il Messaggero, 1° marzo 2010

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