sabato 4 settembre 2010

Don Camisasca: La tradizione ebraico-cristiana ci parla di un Dio buono, che ha voluto e creato il mondo e che vuole il nostro bene (Tornielli)


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Il senso della vita, Don Camisasca: "L’uomo è libero di ribellarsi al male"

di Andrea Tornielli

Stephen Hawking e la sua tesi che "cancella" Dio dal­l’origine dell’universo? "Lo scienziato dovrebbe de­cidersi: o si occupa di scienza, o fa il teologo. Trovo curioso che l’integralismo di cui veniva accusata la Chiesa dei secoli passati oggi riviva capovolto e ci siano uomini di scienza che pretendono di negare Dio...". Don Massimo Camisasca, superiore della Fraternità sacerdota­le San Carlo, ha insegnato filosofia nei licei, alla Cattolica di Milano e alla Lateranense a Roma, ed è autore di numerosi saggi e di una storia del movimento di Comunione e Libera­zione.

La scienza si occupa del "come", non del "perché". Davanti a certi fatti di cronaca, davanti al dolore innocente, sembra però non esserci alcun perché.

"Il male e il dolore innocente rappresenta­no la più grande difficoltà dal punto di vista esistenziale alla fede nell’esistenza di Dio. Se Dio esiste, perché c’è il male? È la domanda più radicale che l’uomo possa farsi e la ragio­ne da sola non basta per rispondere. Avvertia­mo la drammaticità di questa domanda per­ché siamo fatti per la felicità e subiamo come un’ingiustizia il limite, la morte, il dolore in­nocente".

Un suicida cade dal 39ºpiano e si salva,mentre un ragazzo viene assassinato dall’auto pirata: Dio è indifferente?

"È una risposta che viene data: Dio ha dato inizio al mondo ma poi se n’è disinteressato. Ma già dal punto di vista razionale questa te­si, pur emotivamente comprensibile, non tie­ne perché è contraria all’idea stessa di Dio. Soprattutto, la cieca malvagità del caso non è una risposta che possa soddisfare il cuore del­l’uomo, che si ribella, come scrive Pascoli, ad essere soltanto un po’ di polvere nell’univer­so".

E allora, qual è la risposta?

"La tradizione ebraico-cristiana ci parla di un Dio buono, che ha voluto e creato il mondo e che vuole il nostro bene...".

Ma se Dio è buono come si spiega il dolore innocente?

"Dio ha creato il mondo, ma la creazione non è intera­mente compiuta perché Dio ha voluto l’uomo libero e parte­cipe della sua creazione. La libertà dell’uomo è un grande mistero. L’uomo è libero, può rifiutare il bene e non possia­mo dimenticare che oltre a Dio e l’uomo, la cui natura è ferita dal peccato originale, c’è un terzo attore, il Maligno".

Perché Dio non ha salvato il ragazzo in motorino?

"In quel caso siamo di fronte a qualcuno che ha provoca­to la sua morte guidando in stato di ubriachezza. Ma questo non basta. Non c’è risposta razionalmente soddisfacente da dare a un genitore, non c’è risposta alla domanda sulla sofferenza dei bambini, anche se molte volte il loro dolore è causato da un uso bestiale della libertà da parte dei grandi. È un mistero che ci obbliga ad andare al di là. Claudel ha scritto che Gesù non è venuto a spiegare la croce, ma a di­stendersi sulla croce. La risposta di Dio al male provocato dalla libertà dell’uomo non è una teoria, ma il Figlio che ha sofferto e si è donato per noi: con lui e in lui non siamo più soli di fronte alla drammatica domanda sul male".

© Copyright Il Giornale, 4 settembre 2010 consultabile online anche qui.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Io non capisco perché i nostri preti parlino sempre di tradizione ebraico-cristiana. Si vergognano di dire tradizione cristiana?
Gli ebrei parlano di tradizione ebraico-cristiana? Non credo: a loro del cristianesimo non gliene frega un fico secco.
Jacu