martedì 12 ottobre 2010

Benedetto XVI ai cristiani: «Resistete in Medio Oriente» (Monteforte)

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Benedetto XVI ai cristiani: «Resistete in Medio Oriente»

di Roberto Monteforte

Una riflessione dal cuore della crisi globale che può aiutare la convivenza e la pace. Sarà questo uno dei possibili risultati del Sinodo generale dei Vescovi dedicato al Medio Oriente, aperto ieri da Papa Benedetto XVI con la solenne celebrazione nella basilica di San Pietro. Già il titolo dato all’assemblea generale dei vescovi «Comunione e testimonianza» è indicativo del confronto che sino al 24 ottobre impegnerà i 185 padri sinodali in rappresentanza dei circa 6 milioni di cattolici dei 16 Paesi mediorientali (Arabia Saudita, Bahrein, Cipro, Egitto, Emirati Arabi Uniti, Giordania, Iran, Iraq, Israele, Kuwait, Libano, Oman, Qatar, Siria, Turchia , Territori Palestinesi e Yemen), sulle difficili condizioni in cui vivono i cristiani, minoranze in Paesi a maggioranza islamica e in Israele, «in terre spesso difficili e tormentate». «Vivere dignitosamente nella propria patria è anzitutto un diritto umano fondamentale» ha puntualizzato il pontefice nella sua omelia. Si è rivolto ai governi. Ha ribadito l’importanza della presenza cristiana nelle terre dove Gesù ha vissuto e sono nate le prime comunità cristiane. Non lasciare la terra santa Per questo i cristiani del Medio Oriente devono essere aiutati a non abbandonare le terre del Vecchio e Nuovo testamento. «Occorre favorire condizioni di pace e di giustizia, indispensabili per uno sviluppo armonioso di tutti gli abitanti» ha spiegato. «I cristiani - ha ribadito - sono chiamati a ravvivare la coscienza di essere pietre vive della Chiesa in Medio Oriente, presso i Luoghi santi della nostra salvezza». Oltre alla testimonianza vi è la «comunione» tra le diverse chiese cristiane cattoliche con tradizioni, spiritualità, liturgie e discipline diverse (oltre a quella latina, vi sono la Chiesa Copta, quella Sira, Greco-Melchita, Maronita, Caldea e Armena), indicandole come una grande ricchezza da conservare per tutta la Chiesa universale. Quindi Papa Ratzinger ha richiamato l’importanza del dialogo ecumenico con le altre chiese cristiane. Per poi sottolineare quello con «i fratelli e le sorelle ebrei e musulmani» che al Sinodo avrà un suo momento. Ai lavori interverranno, infatti, il rabbino David Rosen, Direttore del Dipartimento per gli Affari Interreligiosi dell’American Jewish Committee, e due illustri rappresentanti dell’Islam: il sunnita Muhammad al-Sammak, Consigliere politico del Gran Mufti del Libano, e per l’islam sunnita l’iraniano professore Ayatollah Seyed Mostafa Mohaghegh Ahmadabadi. Benedetto XVI ai leader delle grandi religioni monoteistiche ha rinnovato l’invito ad «escludere ogni espressione di violenza» e a «promuovere valori culturali e spirituali che uniscano gli uomini». La Chiesa cattolica è chiamata a «essere segno e strumento di unità e di riconciliazione» in Paesi «purtroppo segnati da profonde divisioni e lacerati da annosi conflitti» ha ribadito il Papa all’Angelus. Lo ha detto senza nasconderne le difficoltà. «Questo - ha osservato - è un compito arduo dal momento che i cristiani in Medio Oriente si trovano spesso a sopportare condizioni di vita difficile, sia a livello personale che familiare e di comunità». «Ma ciò - ha concluso - non deve scoraggiare». Oggi iniziano i lavori .

© Copyright L'Unità, 11 ottobre 2010

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