venerdì 29 gennaio 2010

«Un sant’Agostino tv per i confusi d’oggi» (Lupi)


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«Un sant’Agostino tv per i confusi d’oggi»

DI TIZIANA LUPI

Su una cosa sono unanimemente d’accordo tutti coloro che, a vario titolo, hanno lavorato alla miniserie Sant’Agostino (Raiuno, domenica 31 gennaio e lunedì 1 febbraio in prima serata): la modernità del pensiero del Santo. E, insieme, «la speranza che, proprio in virtù di questa modernità, la sua storia possa lasciare nel pubblico qualcosa in più della sensazione di avere visto un bel film».
Sant’Agostino (realizzata dalla Lux Vide e interpretata da Alessandro Preziosi, Monica Guerritore, Franco Nero e Andrea Giordana, con la regia di Christian Duguay) ripercorre la vicenda umana e spirituale dell’autore de Le Confessioni , dall’inquieta adolescenza a Tagaste, paesino dell’entroterra nordafricano, fino alla morte, avvenuto nel 430 ad Ippona, durante l’assedio della città da parte dei Vandali di Genserico.
Sono gli anni confusi e difficili della caduta dell’Impero Romano e, per Agostino, sono, prima, gli anni tormentati del lusso e della spregiudicatezza che precedono l’incontro con Dio e, poi, quelli della conversione, fortemente voluta e incoraggiata dalla madre Monica, e di una vita al servizio del Signore e della pace. Il presidente della Lux Vide Ettore Bernabei osserva: «Questa fiction fa conoscere al pubblico non solo un periodo della storia dell’umanità ma anche il percorso di un uomo che sarebbe potuto benissimo vivere ai giorni nostri. Sono in molti oggi a potersi riconoscere nella sua vicenda di uomo che, in tutte le sue esperienze, anche le più trasgressive, ha sempre avvertito la sensazione di qualcosa che gli mancava. Fino al momento in cui Sant’Ambrogio, allora Vescovo di Milano, non gli disse di non cercare la verità ma di la- sciarsi trovare da essa. Quando, lo scorso settembre, abbiamo mostrato in anteprima una parte di questa fiction a Papa Benedetto XVI a Castel Gandolfo, lui ci ha detto: 'Speriamo che qualcuno si faccia trovare dalla verità e poi trovi la carità'». «Proporre un film tv come Sant’Agostino oggi è un atto coraggioso» aggiunge Andrea Giordana che rivela con un sorriso di essere «un po’ invidioso del personaggio che interpreto, Sant’Ambrogio. Dio è entrato nella sua vita con violenza, come un Tir. Aveva bisogno della sua intelligenza e del suo senso di giustizia e lo ha cercato. Così come sono un po’ invidioso di Sant’Agostino che, a sua volta, ha incontrato un ’Tir’ come Sant’Ambrogio. Tutt’altro percorso, insomma, rispetto al nostro che, ogni giorno, cerchiamo di fare un passetto alla volta e non sempre ci riusciamo». A dare il volto a Sant’Agostino sono, negli anni della maturità e in quelli della vecchiaia, rispettivamente Alessandro Preziosi e Franco Nero. Entrambi sottolineano l’importanza della parola: «La cosa che mi ha affascinato di più di Sant’Agostino è la ricerca della verità legata alla parola – osserva Preziosi –. Oggi che le parole vogliono dire tutto e niente a seconda di come le interpretiamo, il rapporto di Sant’Agostino con la parola è, senza dubbio, il suo aspetto più moderno » . Franco Nero aggiunge: « La sua modernità è nell’importanza data alla parola. Oggi potrebbe parlare molto ai giovani, insegnando loro ad essere meno superficiali e meno pressappochisti». E, probabilmente, non solo ai giovani. Perché, come sottolineano i produttori Luca e Matilde Bernabei, « l’ansia, il disagio e il disorientamento di Agostino e dei suoi contemporanei sono gli stessi di noi, uomini e donne di oggi. E fu attraverso queste esperienze nella sua esistenza piena di cambiamenti che Agostino giunse a scrivere, rivolto a Dio: il nostro cuore è inquieto finché non riposa in te».

© Copyright Avvenire, 29 gennaio 2010

1 commento:

Il papa è il mio padre spirituale ha detto...

Mi dispiace dirlo, o forse è un bene, non so, ma per l'esperienza che ho nella mia famiglia e quella dei vicini, i giovani non guardano la tv!