mercoledì 3 febbraio 2010

Caso Boffo, Socci a Vian: per amore alla Chiesa, e per obbedienza al Papa stesso, si esige che sia fatta chiarezza (Libero)


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Su segnalazione di Alessia leggiamo:

Il killer di Boffo è in Vaticano

Antonio Socci

Una cosa si sta clamorosamente chiarendo: nel “caso Boffo”, che ha portato alle dimissioni del direttore di Avvenire, Berlusconi non c’entra niente. Questo per dare “A ciascuno il suo” come recita (in latino) il motto che sta sotto la testata dell’Osservatore romano.
Se dunque non è esistito un “mandante” Berlusconi sfumano nel nulla fiumi di inchiostro dei polemisti “addetti ai livori” che quattro mesi fa misero sotto accusa il premier, accusandolo di voler intimidire e imbavagliare la stampa e perfino la Chiesa. E sfumano nel nulla soprattutto i furori degli ambienti ecclesiastici che imputarono al primo ministro – tramite il Giornale - un feroce e gratuito attacco al mondo cattolico.
Anzi, l’affare adesso si sta facendo scottante per il mondo ecclesiastico perché da giorni si susseguono boatos e articoli che portano in tutt’altra direzione, una direzione insospettabile: quella vaticana.
La vicenda si fa scottante anche perché nei giorni di fine agosto in cui il Giornale lanciò la sua paginata su Dino Boffo ad avvalorare implicitamente l’interpretazione della correità (oggettiva o soggettiva) di Berlusconi fu addirittura il segretario di Stato Vaticano, cardinal Bertone che, scrive La Stampa, «annullò l’incontro alla Perdonanza dell’Aquila con il premier (Berlusconi) in segno di solidarietà verso una delle personalità più apprezzate dell’editoria cattolica».
Una decisione pesantissima, praticamente inedita nella storia della diplomazia vaticana, che pose in serissimo imbarazzo il presidente del Consiglio italiano. Una decisione che non divenne frattura diplomatica fra Italia e Santa Sede solo per la saggezza di Palazzo Chigi che incassò lo sgarbo e tacque. Sgarbo istituzionale che mai il Vaticano aveva fatto nei confronti del governo italiano.
L’intervista
Ad avallare l’interpretazione politica dell’attacco a Boffo però, oltre al gesto di Bertone, provvide anche il direttore dell’Osservatore romano che si espose anch’egli in modo del tutto inusuale attaccando il direttore del giornale della Cei con un’intervista al Corriere della sera nella quale – dopo avergli espresso solidarietà personale - accusava Boffo di aver tenuto una linea troppo ostile al governo sull’immigrazione clandestina e rivendicava con orgoglio la scelta di non aver scritto una riga, sull’Osservatore, in merito alle «vicende private di Silvio Berlusconi».
Si trattava di critiche obiettivamente infondate che furono lette nel quadro di uno scontro fra la Segreteria di stato bertoniana, desiderosa di prendere le redini del rapporto con la politica, e i vescovi italiani guidati da Ruini e Bagnasco: Boffo da anni rappresenta la mente politica del ruinismo ed è stato osteggiato soprattutto dai settori di sinistra dell’episcopato italiano e del mondo cattolico proprio per il suo attento equilibrio. Farlo passare per un antiberlusconiano era obiettivamente una forzatura.
La vicenda ha avuto poi sviluppi sensazionali. Feltri ha onestamente riconosciuto, con un sorprendente editoriale, che vedendo le carte «Boffo non risulta implicato in vicende omosessuali» e quindi quella “nota” che accreditava tali risultanze era falsa.
Ancor più clamorosamente Feltri ha svelato che tale “nota” gli era stata accreditata da «informatore attendibile, direi insospettabile», anzi «una personalità della Chiesa della quale ci si deve fidare istituzionalmente». E del resto fin dall’inizio aveva detto che il plico gli era stato materialmente consegnato addirittura dalla gendarmeria vaticana. Tanto da costringere padre Lombardi a smentire.
Ma la ricerca della pista vaticana è andata avanti.
Il 30 gennaio, proprio quando l’Osservatore romano pubblica vistosamente una nota di plauso di Bertone allo stesso Osservatore, Il Foglio di Giuliano Ferrara comincia un pesante bombardamento sul direttore del giornale vaticano, Vian.
Il quale già il 22 settembre aveva liquidato come «fantavaticano» gli articoli che lo presentavano come fonte di un articolo anti-Ruini uscito sul Giornale. Anche verso le accuse di questi giorni del Foglio da oltretevere si risponde: «sono solo polveroni».
Ma ieri il giornale di Ferrara è andato giù ancor più pesante: «Al Foglio risulta da buona fonte che alcune telefonate fatte con lo scopo di avvalorare il documento falso sono arrivate a Feltri dal direttore dell’Osservatore Romano Gian Maria Vian».
Il Foglio proseguiva così: «Chi poi abbia avuto l’autorità di muovere un postino vaticano, e se questo abbia un significato riguardo al diretto superiore del direttore dell’Osservatore, la segreteria di stato, è questione ancora discussa».
Ad accreditare questa ricostruzione dietrologica c’è anche Sandro Magister che dal suo blog sull’Espresso (di impronta ruiniana) ha bombardato un po’ da acceso tifoso: «Ora si è giunti al ”redde rationem” finale.
Il giornale del papa è al tappeto, nella persona del suo direttore, e le autorità vaticane, in testa la segreteria di stato, non possono più tirare avanti come se nulla fosse. Il conteggio è iniziato e il k.o. tecnico appare il verdetto più logico».
Nelle ultime ore poi in un vistosissimo ristorante milanese si sono fatti vedere a pranzo Vittorio Feltri e Dino Boffo. Un incontro di chiarimento che, secondo una cronaca di Repubblica.it, sarebbe iniziato con due domande di Feltri: «Perché Bertone ce l’ha tanto con te? E perché Gian Maria Vian ce l’ha tanto con te?».
È obiettivamente una situazione imbarazzante. Personalmente ritengo che Vian abbia un modo semplice e chiaro per smentire in maniera netta e inconfutabile queste voci. Non è neanche necessario sfidare con un giurì d’onore (o a duello) Giuliano Ferrara.

La verità

Gli basta chiedere – anzi esigere – da Feltri che faccia il nome della «personalità della chiesa» di cui ha parlato. Feltri spiega che non farà nomi perché un giornalista non rivela le sue fonti. Ma in questo caso avrebbe tutto il diritto di farli, avendogli costoro accreditato una nota rivelatasi fasulla. E avrebbe anche il dovere di farlo in difesa di Vian, nel caso in cui costui fosse chiamato in causa senza motivo e fosse innocente. Dunque c’è un modo velocissimo per far luce. Ieri Vian – secondo la cronaca di Repubblica – «ha avuto incontro col direttore di un quotidiano nella sede dell'Osservatore», direttore che secondo i boatos sarebbe Ferruccio de Bortoli del Corriere della sera, giornale che ha sempre sostenuto Vian. Una cosa è certa: Vian deve dissolvere al più presto ogni dubbio, in modo inequivocabile e ha un modo semplice per farlo. Quello sopra detto. Altrimenti coloro che chiederanno le sue dimissioni saranno sempre più numerosi e bisognerebbe riconoscere le loro buone ragioni. Ma in questo secondo caso il problema non riguarderebbe solo lui. E il ciclone non si fermerebbe a lui. Per amore alla Chiesa, e per obbedienza al Papa stesso, si esige che sia fatta chiarezza.

© Copyright Libero, 3 febbraio 2010 consultabile online anche qui.

14 commenti:

Angelo ha detto...

Il disegno è chiaro: affondare Bertone, infangando inevitabilmente chi lo ha scelto e continua a sostenerlo, ossia il Papa.
Magister è su queste posizioni da sempre, da un paio di settimane si sono aggiunti il Giornale e il Foglio ed ora Libero.
I maggiori giornali del centrodestra accusano mentre Repubblica e Corriere ripetono, in qualche modo cercano di chiarire, danno qualche spazio alle repliche.
La cosa più triste è che per i fedeli semplici è ormai impossibile capire dove sia la verità. Basta fidarsi del Papa e dei suoi uomini?

Raffaella ha detto...

Del Papa...e basta!
R.

Anonimo ha detto...

Chi non si fida del Papa, scelto dallo Spirito Santo, non può dirsi cristiano cattolico. Quanto a Repubblica persegue da sempre i propri scopi, segnatamente anticattolici, solo forse un po' meno ipocritamente di altri che si fingono amici.
Alessia

Raffaella ha detto...

Esatto! Non fidiamoci mai di chi, per cinque anni, ha remato contro il Papa in piu' e piu' occasioni.
R.

Anonimo ha detto...

Non capisco come Socci,che stimo,ma anche lui anti- bertone di ferro, dia per assodato che berlusconi non sapesse. Il caso Marrazzo mostra giustamente il contrario,e anche il caso Fini:guarda caso da quando hanno fatto pace per il lodo giustizia alla camera, chissa perché Feltri non prende più iniziative "Personali". Ma poi mi chiedo: possibile che l'ordine dei giornalisti non faccia nulla? qui c'é un direttore che ha montato un polverone con tanto di crisi diplomatica,ha fatto dimettere un altro direttore,rivela che era tutto inventato,che tradotto vuol dire:ricevuta la velina l'ha direttamente pubblicata, senza un minimo di coontrollo,che apparentemente invece tutti gli altri direttori hanno fatto,visto che nessun'altro l'ha pubblicata. E rimane al suo posto libero di montare un altro scandalo, vero o falso che sia, sempre guarda il caso, ai danni della Chiesa.

nome fittizio ha detto...

l'articolo di socci conferma che in molti ambienti cattolici si preferisce la popolarità di berlusconi a quella della chiesa.

Anonimo ha detto...

Quando l'ottimo Socci (a cui siamo sempre tutti vicini con il pensiero e la preghiera) parla di questioni che attengono Berlusconi e il Card. Bertone sembra perdere un po' della tradizionale imparzialità ed obiettività di giudizio. Ricordiamoci anche della querelle con il Segretario di Stato circa il quarto mistero di Fatima. Allo stato, non c'è nessuna prova che dietro la velina su Boffo ci sia il card. Bertone. Alla luce di quanto riportato dal Corriere (i tre giornalisti visti a pranzo hanno tenuto la bocca cucita con tutti sul contenuto dei colloqui), non si vede come Repubblica possa riportare tra virgolette le due domande che Feltri avrebbe rivolto a Boffo. Quel che invece è certo è che l'azione accentratrice del Segretario di Stato dà fastidio a molti (anche prelati) e da parecchio tempo. Quindi andiamoci pianissimo con l'avallare insinuazioni sul Card. Bertone. Specialmente quando provengono da suoi acerrimi nemici o da nemici della Chiesa.
Alberto

Anonimo ha detto...

Sembra un derby Roma-Milano, visto che i due cispadani Boffo e Feltri hanno fatto pace. Eufemia

gemma ha detto...

mi sembra di essere tornata ai giorni del polverone sollevato su Boffo. Anche allora ciascuno diceva la sua, anche senza prove e senza pietà. Ora sta avvenendo qualcosa di simile, con al centro sempre la parola di Feltri, costretto a scusarsi già una volta. Una vocina dentro mi dice di non fare gli stessi errori di allora, di aspettare a giudicare e a rivendicare provvedimenti che in seguito potrebbero rivelarsi ingiusti o affrettati dall'onda emotiva del momento. Alcune riflessioni non possono fare a meno di frullarmi nella mente: sicuramente colpire Bertone per alcuni è un modo per colpire anche il Papa: l'ha scelto, voluto e recentemente riconfermato. Più difficile capire le motivazioni di altri, quelli che fino a ieri stavano con il Papa, almeno fin quando Bertone non è apparso in contrasto con Ruini. Ma la chiesa italiana non è Ruini, con tutto il rispetto per la sua persona, e anche il Papa meriterebbe in generale più rispetto, anche nella divulgazione di questa dietrologia degli intrighi. Su cui alcuni giornali e giornalisti mi hanno deluso (e non mi riferisco a Socci), contribuendo ad alimentare quell'onda di spy story vaticana che tanto va di moda in libreria. Comunque stiano le cose, immagino il dispiacere di papa Benedetto, gli voglio un gran bene, gli sono vicina e prego per lui. Come diceva ieri Mariateresa, forse veramente al suo fianco tra i collaboratori ha solo il suo angelo custode

Fabiola ha detto...

Bertone, Vian o altri. Non credo faccia differenza. E' già sufficiente che tutto sia stato confezionato in ambienti ecclesiastici, e questo mi sembra indubbio, purtroppo.
D'altra parte non vedo chi potrebbe fare chiarezza: di solito la fa direttamente il Papa ma mi sembra improponibile che si debba occupare anche di gossip, politicismi e pettegolezzi italici, ecclesiastici e non. Mi verrebbe da dire: troppi italiani in Curia. Se non fosse una banalità.
Preghiamo per il Papa.

Anonimo ha detto...

Si, infatti immagino come il Papa soffra e tenga questo per se. Anche se sono deluso da Bertone,lo stimavo molto quando era vescovo,non penso sia una persona così meschina e sconsiderata. Tuttavia pecca, come altre persone nella chiesa, di essere un fan a oltranza del Premier, qualsiasi cosa faccia o dica, anche a danno della chiesa. Premetto che non sono di sinistra, anzi.. ma qui la politica non c'entra. C'é un fatto obbiettivo:Berlusconi auorizza l'operato di Feltri! Ci sono due ipotesi possibili:

che lo sappia in anticipo o che addirittura sia lui il mandante e di questo sono sicuro, visto il caso Marrazzo, Fini, le foto di sua moglie, ha sempre saputo prima, figurarsi ora, se non viene avvisato su un fatto che già quest'estate aveva scatenato un putiferio. Poi, nessuno mai ne parla, ma 3 giorni prima del caso Boffo, Giordano(cattolico praticante) da le dimissioni dicendo di non voler pubblicare cose che riguardano il letto delle persone, come gli è richiesto dall'editore. Guarda caso viene chiamato a succedergli in fretta e furia Feltri, e cos'é mai successo al giornale nei due tre mesi a seguire che necessitasse di un cambio così repentino? Nulla, a parte il caso Boffo.

Secondo caso, Berlusconi viene a sapere solo a cose fatte, bene allora se non approva perché non interviene? quando ha raggiunto l'accordo con Fini, ha detto a Feltri di calmarsi e questo ha smesso immediatamente, o ancora più eclatante: Giordano non segue le direttive dell'editore, nonostante l'aumento della tiratura é licenziato, Feltri no:evidentemente segue la linea dettata dall'editore.

questo per dire che la chiesa viene indebolita con il caso Boffo, guarda caso quando inizia ad alzare la voce su immigrati e vita del premier, ecco allora che viene screditata agli occhi della gente. Ci si è accorti che inizia a parlare troppo di lavoratori, potrebbe portare aumento di consenso alla chiesa, come peraltro mostra l'ultima indagine, ebbene necessita una nuova campagna denigratoria, anche perchè nei prossimi mesi aumenteranno i licenziati. L'obbiettivo di berluscono non é certo distruggere la chiesa,ma che abbia un consenso basso agli occhi degli italiani,in modo che quando viene ripreso, essa abbia la meno autorevolezza possibile.

max

euge ha detto...

E' chiaro ed evidente, che anche se non viene fatto il nome del Papa apertamente, il vero bersaglio credo sia proprio lui. In fin dei conti, è lui che lo ha voluto Segretario di Stato in sostituzione di un certo Sodano...... anche questo dovrebbe far riflettere. Anzi, vorrei ricordare le schermaglie che vi furono tra i due al momento dell'insediamento di Bertone! Io non trascurerei per nulla questo aspetto. Le alleanze possono crearsi trasversalmente prò o contro e si sà, non è un mistero che sia Sodano che anche Silvestrini, non furono per nulla contenti dell'elezione di Benedetto XVI; collegando tutto questo i conti tornerebbero eccome!
Però noi, possiamo fare solo ipotesi e congetture nulla di più. L'unica cosa che mi sta a cuore veramente in questo momento è testimoniare la mia totale fiducia, affetto e vicinanza spirituale per il nostro Pontefice che può avvalersi dell'unico aiuto valido e che non tradisce mai quello di Dio. I collaboratori possono fare dici mille facce diverse secondo le circostanze del resto il potere annebbia il cervello di ogni essere umano anche di quelli che portano la talare.
Preghiamo per il nostro Papa ne ha veramente bisogno perchè oltre ai lupi si è aggiunto un bel viperaio velenoso che cerca di colpirlo in ogni modo.
CHE IL SIGNORE PROTEGGA IL NOSTRO PAPA SEMPRE MA, SOPRATTUTTO IN CIRCOSTANZE COME QUESTE.

Andrea ha detto...

Una considerazione che mi nasce da tutta questa vicenda è che la Chiesa Cattolica è varamente sostenuta dallo Spirito Santo ed è la prova provata dell'esistenza di Dio: se la Chiesa fosse solo di uomini sarebbe già miseramente crollata come l'Impero Romano, l'Impero Ingelse, quello Sovietico, ecc. ecc

Il papa è il mio padre spirituale ha detto...

L'unica cosa che a me personalmente appare chiara, dico a me, è la divisione nella Chiesa tra Roma e Milano, quest'ultima, a mio vedere, guidata soprattutto dal rabbino Laras, con parvenza martiniana e tettamanziana, con spirito dossettiano, detti "cattolici adulti", ma in verità, chiesa eretica e scismatica.
Boffo, dalla famosa intervista di cui ho parlato in altri post, l'ho sentito chiaramente figlio ed espressione di questa cosiddetta chiesa.
Mi fa piacere che Il Santo Padre continui la sua missione senza dar peso alla melma che si cerca quotidianamente di proporgli.
Niente politica clericale, sì a Cristo!!!
Anche se a me personalmente il card Bertone non è che ispiri molto, mi piace che la Chiesa abbia la sua unità anche nelle posizioni nel mondo, quindi che abbia evocato a se' certi rapporti, d'altra parte, non è forse lui il segretario di Stato (o sbaglio???), non spetta a lui questo compito?
I vescovi facciano i pastori d'anime e non altro, dico alla CEI!

Raffaella, pubblica il mio intervento, sarà chi "vede" meglio di me a contraddirmi!!!