mercoledì 10 marzo 2010

Il Papa ha denunciato "l'utopismo spiritualistico" successivo al Concilio vaticano II


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Papa/ Dopo Concilio vaticano II utopismo anarchico nella Chiesa

"Ma grazie a Dio i Papi hanno difeso continuità della sua storia"

Città del Vaticano, 10 mar. (Apcom)

Il Papa ha denunciato "l'utopismo spiritualistico" successivo al Concilio vaticano II: "Dopo il Concilio - ha detto Benedetto XVI all'udienza generale in Vaticano - alcuni erano convinti che tutto è nuovo, che verrà un'altra Chiesa, che la Chiesa preconciliare era finita. Era un utopismo anarchico. Ma, grazie a Dio, i timonieri saggi della barca di Pietro come Paolo VI e Giovanni XXIII hanno, da una parte, difeso la novità del Concilio, e, dall'altra, hanno difeso l'unicità e la continuità della Chiesa, che è sempre Chiesa di peccatori e luogo di grazia".

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6 commenti:

Anonimo ha detto...

Cara Raffaella, consentimi uno sfogo sincero, frutto di una modesta analisi condotta senza pregiudiziali simpatie o antipatie (entrambe manifestazioni poco razionali e poco cristiane). Ebbene, a dirla proprio tutto, senza infingimenti e senza girare intorno ai problemi,da un po' di tempo sono giunto a questa conclusione, che magari non piacerà a qualche lettore. La vera crisi della Chiesa Cattolica Italiana (per il momento tralascio le analisi sugli altri paesi) cominciò a dilatarsi a dismisura poco prima e durante Presidenza Ruini, con Vice Tettamanzi. Il Card. Ruini è un uomo intelligentissimo, astutissimo, lucidissimo oratore, abilissimo nel condurre le battaglie etiche a sfondo politico, ma è risultato, certo anche per colpa di altri, un cattivo organizzativo della C.E.I.
Con la sua conduzione è cominciata o proseguita l'anarchia vescovile, l'anarchia presbiteriale, la confusione e l'anarchia nei riti religiosi.Vescovi e preti hanno iniziato a far sfoggio di abbigliamenti singolari, ben olte il clergy ammesso dal Concilio; parecchie messe sono diventate versioni dei recital americani (gli spirituals); vescovi e presbiteri si sono preoccupati principalmente, quasi ossessivamente, di clandestini, di drogati, di prostitute, di zingari, di ragazze-madri, di carcerati, di sbandati, di scansafatiche, di relazioni con fedi avversarie del cattolicesimo. La cura d'anime, tanto cara ai "vecchi" curati di campagna, in versione Giovanni Maria Viennay, è stata emarginata, così come è mancata un'opera robusta di penetrazione tra ragazzi, adolescenti e giovani, ai quali la Chiesa finisce per proporre le "solite castagne di Don Bosco, a Novembre".
In pochi anni è saltato tutto, o quasi tutto, dalla partecipazione alla Messa, alle Confessioni, alle pie pratiche. I matrimoni religiosi si sono ridotti di numero e spesso durano pochi anni, seguiti da divorzi e separazioni a catena con figli sparsi a destra e manca, con preti disinvolti che talvolta non disdegnano le gonne, soprattutto se corte ed indossate da ragazze o signore carine; cocn sacerdoti che non credono all'inferno ed alla resurrezione della carne, con religiosi che talvolta sdoppiano la loro personalità, diventando pedofili.
Lo sfascio è ormai totale. Non credo che a breve anche il Santo Padre possa metterci le pezze minime; occorreranno nuove generazioni di vescovi, preti e fedeli e vocazioni "sincere" non "sollecitate" a presunti seminaristi, che talvolta studiano le pratiche religiose, ma non disdegnano "le fidanzate segrete".
A noi non resta che pregare; io aggiungo, con un briciolo di cattiveria (necessaria nella circostanza) che occorre presto un ricambio di non pochi vescovi che si sono dedicati alla sociologia demagogica, al posto di proclamare alla gente comune il Vangelo.

Raffaella ha detto...

Una obiezione: anche le altre chiese europee non se la passano bene.
R.

Fabiola ha detto...

Io mi domando, invece, che cosa sarebbe la Chiesa italiana oggi senza la presidenza (e non solo) del card. Ruini.
E, comunque, le altre chiese europee se la passano, davvero, assai peggio.

Anonimo ha detto...

Il Signore ha regalato alla sua Chiesa un grandissimo Papa. Un Papa che sta lavorando per il futuro. A Dio piacendo i risultati si vedranno.
Alessia

euge ha detto...

Certamente si vedranno. Benedetto XVI è l'unico punto di riferimento per tutti noi.

Teresa54 ha detto...

Concordo con Fabiola. Non credo che senza Ruini la CEI potesse essere migliore o diversa anzi!!!! Sinceramente poi, come Vicario del santo Padre per la città di Roma, senza essere una Ruiniana di ferro, dico che rimpiango il suo modo di essere vicino al Santo Padre. Ricordate l'Angelus dopo cil " caso sapienza?" avete mai più visto tanta gente riunita intorno al Santo Padre come quella volta? Eppure le occasioni non sono mancate.
Durante la bufera mediatica scatenata per la revoca della scomunica ai lefrevriani, in nessuna parrocchia romana si è pregato per il Papa come nessun movimento ha testimoniato la sua vicinanza; ed in quel frangente, il Vicario del Papa per la città di Roma, non era certo Ruini! Come del resto anche la CEI non si è mai diciamo coraggiosamente schierata con il Papa quando era il momento....... in compenso Bagnasco che sembrava tanto prodigo verso il Pontefice almeno all'inizio, ha dedicato ad un certo Boffo, metà di una sua prolusione!
Non sono una ruiniana ma, molte volte penso a Ruini con nostalgia!