venerdì 22 gennaio 2010

La Sapienza rilancia l’invito a Papa Ratzinger (Muolo). L'università di Roma ha già sprecato la sua occasione (R.)


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E la Sapienza rilancia l’invito a Ratzinger

Due anni fa le proteste di gruppi minoritari di studenti e docenti spinsero il Papa a rinunciare alla visita. Ora il rettore Frati affida a Vallini l’«ambasciata»

DA ROMA

Due anni fa il «gran rifiuto» dell’Università «La Sapienza » alla visita di Benedetto XVI. Ieri il nuovo invito del rettore Luigi Frati, affinché la visita si svolga in un prossimo futuro. Il numero uno del più importante ateneo romano – oltre che tra i più presti- giosi d’Europa – affida l’invito al cardinale vicario, Agostino Vallini, che lo accoglie con un sorriso e che, al termine della Messa celebrata nella Cappella dell’Università, lo commenta con i giornalisti presenti. «Non posso decidere io naturalmente, ma so che il Santo Padre, come pastore, ama Roma e tutte le sue realtà. Quando riceverà un invito ufficiale, valuterà».
Il 17 gennaio 2008 papa Ratzinger avrebbe dovuto tenere un discorso alla « Sapienza» in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico, ma rinunciò per motivi di sicurezza dopo le forti proteste di gruppi minoritari di studenti, cui si era aggiunta anche l’esplicita contrarietà di alcuni docenti.
«Quello che il Papa aveva preparato per quell’occasione – ha ricordato ieri Vallini – era un discorso di alta cultura che certamente può unire, mai dividere. La parola del Papa – ha sottolineato – unisce sempre, non divide mai». Rivolgendo il suo saluto di benvenuto prima della Messa celebrata per inaugurare il nuovo portone e il nuovo piazzale antistante la Cappella universitaria, il rettore Frati aveva rinnovato l’invito al Papa «a venire in questa Cappella per celebrare la Messa e ad incontrare in Aula Magna i ricercatori, i giovani, gli studenti». Un ulteriore segnale di amicizia che si aggiunge a quelli dei mesi scorsi, da quando Frati è alla guida dell’ateneo romano.
E proprio pensando ai giovani, il cardinale Vallini ha anche risposto ad alcune domande dei giornalisti presenti sul necessario raccordo tra studio e lavoro. «Noi ci auguriamo – ha detto – che in questo momento così difficile si possano aprire strade di inserimento per l’esercizio di un diritto fondamentale » qual è quello del lavoro. «È una grande pena – ha proseguito – non riuscire ancora ad offrire lavoro ad ogni giovane dopo tanti anni di studio, di sacrifici». L’inserimento dignitoso, ha concluso, è «un sacrosanto diritto di tutti i cittadini».
(M.Mu.)

© Copyright Avvenire, 22 gennaio 2010

Ho gia' avuto modo di dire come la penso e lo ripeto.
La vergogna del "caso Sapienza" non si cancella con un nuovo invito a due anni di distanza dai fatti.
Il Papa ha avuto modo di parlare di fronte alla "crema della crema" del mondo intellettuale europeo e mondiale (e' intervenuto a Ratisbona, a Pavia, a Parigi, negli Usa e persino a Praga), ma non gli e' stato permesso di tenere un discorso nell'universita' della citta' di cui e' Vescovo e fondata, per di piu', da un suo predecessore.
Ci sono molti atenei che vorrebbero ospitare il Papa. Mi dispiace doverlo scrivere, ma la Sapienza ha gia' avuto la sua occasione. Non e' certo colpa del Santo Padre se l'ha sprecata
.
R.

13 commenti:

Anonimo ha detto...

chissà come ci rimani male se il papa decidesse di andare...

Raffaella ha detto...

Assolutamente no!
Perche' ci dovrei rimanere male?
Se decidesse di andare, ci occuperemo della visita in tutta tranquillita'.
Fortunatamente il Papa non prende le decisioni sulla base di opinioni personali altrui.
Avevo espresso dubbi sul viaggio in Israele e sulla visita in sinagoga, ma, come avrai notato, nel blog ci sono ben tre speciali a questo proposito.
Il rispetto e l'ubbidienza per il Papa vengono al primo posto.
R.

Anonimo ha detto...

però quando dici "la spienza ha perso la sua occasione" sembri sicura che la visita non si terrà.

Raffaella ha detto...

Non possiedo una sfera di cristallo per prevedere il futuro.
Nessuno puo' negare comunque che la Sapienza abbia sprecato una bella occasione.
R.

Maria R. ha detto...

Raffaella carissima, la cosa mi dà tuttavia da pensare: è come se, per una serie di circostanze e di polemiche e contropolemiche, il mondo che tu chiami "creme de la creme" o intellettuali moderni non sempre ragionevoli (come li chiamo io quando usano il sapere, ma non molta ragionevolezza), sta forse cominciando a fare un'inversione di marcia. Sotto sotto puo' anche essere un buon segno....forse si capisce che, tutto sommato quel Papa che "spaventa" per la sua coraggiosa intelligenza, non vuole mica mangiare nessuno, tantomeno gli scienziati o gli atei intellettuali!
Che ne pensi?

Raffaella ha detto...

Speriamo, cara Maria, ma almeno in Italia c'e' una incredibile pigrizia intellettuale.
Nessuno, nemmeno i media cattolici, ha ripreso l'editoriale di Levy e dubito che verra' commentato in futuro.
Sembra che nessuno voglia scomodarsi piu' di tanto...
R.

Maria R. ha detto...

Questione di "religiosamente" corretto...direbbero sicuramente cosi'....

Giovanni ha detto...

Il problema non sta in chi ci rimane male e chi ci rimane "bene".
Il Papa certamente non si muove sulla base delle nostre opinioni.

La presenza del Papa alla Sapienza, aumenta il prestigio dell'università, non certo del Papa.
E' l'università che prima invita e poi respinge a fare la figura della capra davanti al mondo intero, non certo il Papa che non ci va.
Se il Papa vorrà concedere una seconda occasione a chi si è dimostrato non meritevole di riguardo, sarà una gentile concessione di un grande uomo e non una conquista dell'ateneo.
Come ben diceva Raffaella, il Papa è andato anche nell'atea università di Praga, non è quindi per niente intimorito dal fatto di "giocare fuori casa". Il gruppo di facinorosi della "Sapienza", a differenza di Praga, Parigi e Ratisbona, ha già dimostrato intolleranza e pregiudizio conditi da ignoranza grassa (si ricordi la bufala su Galileo). E non sarà la lavata di faccia di un nuovo invito a rimuovere quel che è successo.
Insomma, comunque faccia, il Papa ha già dimostrato di essere una spanna sopra certi "professori".

Anonimo ha detto...

Giovanni mi ha proprio tolto le parole di bocca! In questo caso l'unica a rischiare è La Sapienza che già nella prima occasione aveva fatto una figuraccia. Se di fronte a un nuovo sì del Santo Padre scoppiassero ancora delle sgangherate manifestazioni di intolleranza e ignoranza, solo La Sapienza ne avrebbe nocumento. E visto che non occupa esattamente i primi posti nelle classifiche degli atenei, sarebbe meglio, anche solo per mero tornaconto, che cercasse di non comportarsi di nuovo come un patetico centro autogestito. Vedano un po' loro: il mondo intellettuale, come ha già prontamente sottolineato Raffaella, sta comunque andando da tutt'altra parte. ch.se.

mariateresa ha detto...

sono d'accordo con Raffaella. Alla larga.
In questo partcolare caso vale la massima evangelica di non buttare le perle ai porci.
E' quello che mi dice il cuore e naturalmente posso sbagliare.
Ho letto troppe tavanate in quella occasione, e toccato con mano la meschinità mentale.
Parlerà in Inghilterra in qualche università inglese.

Anonimo ha detto...

Infatti Frati, conoscendo i suoi polli, non fa l'invito ufficiale, ma si limita a presenziare un evento alla Cappella molto poco incisivo, secondo me. Forse a Tor Vergata sono meno settari della Sapienza. Eufemia

gemma ha detto...

personalmente spero che "no grazie", ma noi possiamo esprimere solo opinioni, che contano come quelle degli altri, anche anonimi

euge ha detto...

Care Raffaella, mariateresa ed gemma, condivido totalmente il vostro punto di vista.
Non mi sento di aggiungere altro su questo sciagurato argomento.